GrooveBack Magazine 005

Premettendo che usare queste cuffie per giocare può apparire un’eresia rispetto a finalità di un ascolto di qualità, non posso fare a meno di comprendere le velleità ludiche di chi si trova di fronte a un prodotto a dir poco ottimo che si può portare a casa con meno di quattrocento euro. Allo stesso modo, mi sono imbattuto in commenti da parte di chi ha usato queste Meze collegandole a un portatile per ascoltare (sic!) per ore musica da sottofondo mentre lavorava o studiava. Scusate, ma a mio avviso, sempre per i motivi di cui sopra, queste 105 AER meritano un utilizzo più nobile, a partire da una catena audio a dir poco decente per poter comprendere la loro qualità e il loro valore. Ma prima di affrontare la loro resa acustica, è meglio fornire altri dati. Prima di tutto i trasduttori di questa cuffia Meze sono dinamici e hanno un diametro di cinque centimetri, con una gamma di frequenza che va da 5 Hz fino a 30 kHz. L’AER 105 è a bassa impedenza, esattamente 42 Ω, il che mi ha permesso di utilizzarle con un sistema audio da scrivania che

quanto avevo notato dalla confezione e da altri piccoli particolari, la 105 AER era stata già utilizzata in altri test, ma ho preferito rodarla per altre dieci ore, prima di passare alla prova dell’ascolto. Il test di ascolto Dopo aver collegato il cavo della Meze all’ingresso riservato alle cuffie a bassa impedenza del finale di potenza Aeron P-101, ho voluto valutare la resa della 105 AER con due momenti di musica liquida assai impervi, entrambi tratti da altrettante registrazioni digitali della CHB-Music a 192/24, riguardanti la Sinfonia n. 2 di Jean Sibelius in una registrazione del 1955 effettuata da Paul Kletzki con la Philharmonia Orchestra, più esattamente l’Allegretto iniziale, e una serie di trascrizioni per orchestra da pagine bachiane con la direzione di Eugene Ormandy alla testa della Philadelphia Orchestra, concentrando la mia attenzione sulla fantasmagorica Passacaglia & Fuga in do minore. Proprio ascoltando quest’ultimo capolavoro del Kantor , mi sono reso conto di come il palcoscenico sonoro presentasse una maggiore ampiezza rispetto alle Meze 99 Classics che possiedo da tempo e di come la distribuzione delle varie sezioni orchestrali fosse spazialmente più omogenea e corretta, anche grazie a una profondità più veritiera. Inoltre, se gli acuti mantenevano una brillantezza che non

Una volta aperto il solido guscio, ecco la Meze 105 AER con al centro il piccolo cilindro contenente il cavo.

funziona assai bene con questo tipo di impedenza, quello formato dal preamplificatore Aeron C-101 a valvola, che ho upgradato con una Sylvania 12AU7A, collegato in linea con il finale di potenza in classe D Aeron P-101, una catena che, sebbene abbia delle dimensioni assai contenute (come si vede dall’immagine), vanta prestazioni da assoluto “gigante”. Un’ultima avvertenza: a prima vista sembrerebbe che non ci sia alcuna indicazione su quale sia il canale sinistro e quale sia quello destro al momento di attaccare gli spinotti del cavo, ma se si fa attenzione, si noterà che ai lati dell’archetto poggiatesta in simil pelle, vi sono impresse le lettere “L” e “R”; quindi, bisogna solo avere l’accortezza di infilare gli spinotti, entrambi contrassegnati da queste lettere, al posto giusto. Da

Per la prova di ascolto mi sono avvalso a monte della catena Aeron, composto dal preamplificatore valvolare C-101 e dal finale di potenza P-101 collegati in linea.

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