GrooveBack Magazine 005

Beethoven in compagnia di altri giganti

In realtà, ci troviamo di fronte a un proliferare di corrispondenze, di allacciamenti, di ponti metafisici, di affinamenti speculativi che l’autore va puntualmente a “disegnare” tra Ludwig van Beethoven e altre imprescindibili colonne della più profonda sapienza occidentale. Tanto per chiarire, Curzio Vivarelli chiama in causa, tra gli altri, il nostro Giacomo Leopardi, il sublime pessimista antidealista, e da qui, di conseguenza, i suoi “fratelli d’elezione” quali Arthur Schopenhauer e Friedrich Nietzsche che, in fatto di musica e del pensiero che scaturisce da essa, di cose interessanti e ineludibili ne hanno scritto a iosa. Ma questi geni sono solo una sorta di porta d’ingresso dalla quale, di volta in volta, di pagina in pagina, entrano altri personaggi che hanno saputo lasciare orme d’antica pietra e dei quali Vivarelli si è giustamente nutrito per emanare la sua testimonianza in nome di un “mondo di ieri” che s’iscrive nei solchi immortali della vera e corretta Tradizione del nostro Occidente. La genialità di un artista, di un Halbgott , come lo inquadra l’autore, ossia un “semidio”, non sta solo nella sua opera, nei suoi capolavori, ma anche e soprattutto nel suo rendersi collettore, unificatore e, allo stesso tempo, diramatore e dispensatore di scintille, di illuminazioni eraclitee e di sagaci parallelismi plutarchiani con cui prendere per mano altri sommi dei quali intridere la nostra quotidianità. Ad arricchire e impreziosire il volumetto ci sono anche due illustrazioni dello stesso Vivarelli, il quale ricorda che Pensieri beethoveniani non è in distribuzione, ma lo si può acquistare prendendo contatto con lo stesso autore via posta elettronica.

di Andrea Bedetti

Il pittore e saggista veronese Curzio Vivarelli ha scritto un libriccino, dal titolo Pensieri beethoveniani, nel quale ha voluto evidenziare collegamenti e affinità tra l’opera del genio di Bonn e quella di “fratelli d’elezione” quali, tra gli altri, Leopardi, Schopenhauer e Nietzsche

Quando la statura artistica e culturale di un uomo è talmente strabordante nella sua essenza e nella conseguente rivoluzione che apporta con la sua opera, appare più che lecito far scattare nelle pieghe della fantasia e della riflessione una serie di similitudini e di raffronti con altri personaggi del mondo dell’arte e della conoscenza che possono e debbono essere messi al suo fianco. Questo perché la genialità dell’uno è faro e, allo stesso tempo, lente d’ingrandimento per focalizzare anche meglio quella degli altri giganti posti alla sua stessa altezza e dimensione. Questo tipo di operazione stimolante e coinvolgente per prerogative e orizzonti prospettati è stata fatta da un pittore d’estrazione futurista ed erudito della cultura germanica, il veronese Curzio Vivarelli, specialista della tecnica dell’acquarello applicata alla sfera paesaggistica, in un raffinato e densissimo libercolo di appena ottanta pagine,

Curzio Vivarelli – Pensieri beethoveniani

Edizioni del Tridente pp. 84, 2024 Per l’acquisto, scrivere all’e-mail monskaberlaba@gmail.com

pubblicato dalle Edizioni del Tridente, che porta un titolo apparentemente fuorviante, Pensieri beethoveniani , in quanto potrebbe indurre il lettore nel credere di trovarsi di fronte a qualcosa che appartiene strettamente al mondo speculativo del genio di Bonn.

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