GrooveBack Magazine 005

A cinquant’anni dalla morte del grande compositore russo, ripercorriamo alcuni passaggi della sua vita affrontando le opere del suo straordinario corpus sinfonico e quartettistico, veri e propri emblemi sonori di un artista costretto a fare i conti con il terrore di una dittatura capace di fiaccare e di piegare la volontà di chi fu costretto a vivere e a resistere sotto il suo perfido giogo Dmitrij Šostakóvič, il musicista costretto a dormire vestito Provate a immaginare un uomo che per circa quindici anni della sua vita fu costretto a dormire vestito e con una valigia pronta sotto il letto, terrorizzato all’idea che nel cuore della notte la polizia politica venisse a bussare violentemente alla porta di casa per portarlo via. Provate a calarvi nella testa e nel comportamento di quest’uomo, nel sapere che da un giorno all’altro avrebbe visto scomparire improvvisamente un amico, un conoscente, un parente, senza venire a sapere che fine avesse fatto. Provate a pensare che cosa può significare fare il musicista in una realtà in cui un regime dittatoriale osserva e reprime qualsiasi tendenza artistica contraria ai diktat imposti in fatto di espressione e di linguaggio, stigmatizzando, perseguitando, annichilendo nella vita sociale e negli affetti chi si può macchiare di una simile colpa. Per quindici, lunghi anni questa fu la quotidianità di Dmitrij Dmitrievic Šostakóvič, uno dei più grandi compositori del Novecento e del quale quest’anno ricorre il cinquantenario della sua morte, avvenuta a Mosca il 9 agosto 1975. In questo mio Il compositore Dmitrij Šostakóvič (National Portrait Gallery London).

scritto desidero ripercorrere, soprattutto a beneficio di coloro che non conoscono la produzione musicale di questo artista, alcuni passaggi della sua vita, così dolorosa e irta di ostacoli, e alcune sue composizioni, concentrate sulle sinfonie e sui quartetti per archi, che rappresentano, per questi due generi musicali, autentiche e imprescindibili pietre miliari.

di Andrea Bedetti

La stella di Dmitrij Šostakóvič irruppe nel firmamento della musica sovietica esattamente il 12 maggio 1926, quando a Leningrado, diretta da Nicolaj Mal’ko, fu eseguita in prima assoluta la sua Sinfonia n. 1 in fa minore, da lui composta a soli diciannove anni, fra il 1923 e i primi giorni di luglio del 1925. Quell’esecuzione procurò al giovane e geniale compositore una straordinaria popolarità, tale da varcare i confini del Paese, facendolo conoscere anche nel resto d’Europa e in America (nel 1927

Il direttore d’orchestra Nicolaj Mal’ko che diresse la prima assoluta della Sinfonia n. 1 di Dmitrij Šostakóvič.

Bruno Walter diresse questa Prima sinfonia a Berlino, mentre l’anno successivo fu la volta di Stokowski a Filadelfia e di Rodziński a New York, senza dimenticare le esecuzioni fatte nel 1931 da Toscanini). E i motivi di questa improvvisa e clamorosa fama sono presto detti: fin da questa Prima sinfonia, infatti, Šostakóvič offre all’ascolto quelle linee uniche ed essenziali della sua arte compositiva, che si possono riassumere nella proverbiale ritmica incisiva, a volte ossessiva e a tratti bizzarra, nell’uso spregiudicato e “irrispettoso” della dissonanza, così come in quel commovente e spiazzante lirismo attraverso il quale la luce della chiarezza e della bellezza andava a penetrare la compattezza di una disperazione tenebrosa (una peculiarità, questa, che portò ad associare il nome del nostro

compositore a quello di Gustav Mahler), il tutto arricchito e fissato da una strumentazione a dir poco originale e a uno sfruttamento della materia tematica fino all’ultima stilla, il che lo porta a proseguire e ad ampliare, in tal senso, la grande lezione beethoveniana. L’inizio di questo travolgente successo ha una data precisa, quella del 1919, quando Šostakóvič entrò al Conservatorio di San Pietroburgo, dove ebbe modo di studiare pianoforte con Leonid Nikolaev, solfeggio con Aleksej

Il compositore e direttore d’orchestra Aleksandr Glazunov, che spinse il Conservatorio di San Pietroburgo a concedere una borsa di studio al giovanissimo Šostakóvič.

Petrov e composizione con un eccelso musicista, Maksimilian Štejnberg, oltre ad ottenere una borsa di studio caldeggiata da Aleksandr Glazunov, il quale si rese conto che il tredicenne futuro compositore era davvero un ragazzino prodigio. Ma il fatto di essere straordinariamente dotato a livello musicale non permise a Šostakóvič di continuare a

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