GrooveBack Magazine 005

capolavoro, il Falstaff , nel quale riversò tutta la sua genialità condita anche da una sottile “vendetta”, indirizzata soprattutto contro i paladini wagneriani che lo avevano accusato di non conoscere e di non applicare adeguatamente le ferree leggi dell’armonia. Per ciò che riguarda gli ultimi cinque quartetti per archi, composti tra il 1966 e il 1974, imprescindibili risultano essere il n. 12 in re bemolle maggiore, il n. 14 in fa diesis maggiore e il n. 15 in mi bemolle minore. Il Quartetto n. 12 (1968) prosegue sulla scia di quell’intimismo e di quel tormento apertamente spirituale che attanagliò Šostakóvič negli ultimi anni della sua vita; in quell’ultimo scorcio della sua vita, il compositore leningradese fu ossessionato dalla ricerca di un modello di linguaggio musicale capace di rispecchiare la realtà politica e culturale dell’Unione Sovietica, fossilizzata dalla figura conservatrice e asfissiante di Leoníd Bréžnev, cercando di inglobare con equilibrio ed efficacia le innovazioni tonali più recenti con quelle aderenze derivate dall’atonalismo e dalla dodecafonia schönbergiana. Tale ricerca di un linguaggio in equilibrio tra

Discografia selezionata e consigliata

Integrale delle sinfonie – Moscow Philharmonic Symphony Orchestra – Kirill Kondrashin, Melodiya, 10 CD

Integrale delle sinfonie – WDR Sinfonieorchester – Rudolf Barshai, Brillant Classics, 11 CD

Sinfonia n. 1 – The USSR Ministry of Culture Orchestra – Gennadij Roždestvenskij, Olympia

Sinfonia n. 2 – The USSR Ministry of Culture Orchestra – Gennadij Roždestvenskij, Olympia

Sinfonia n. 3 – The USSR Ministry of Culture Orchestra – Gennadij Roždestvenskij, Olympia

Sinfonia n. 4 – Moscow Philharmonic Symphony Orchestra – Kirill Kondrashin, Melodiya

tradizione e innovazione permise a Šostakóvič di esprimere attraverso questo quartetto sia un profondo afflato riflessivo, intriso da una immancabile vena di tristezza e malinconia, sia un’esplosione di gioiosa apertura comunicativa. Il Quartetto n. 14, scritto nel 1973 e dedicato a Sergej Sirinskij, il violoncellista del Quartetto Beethoven, è un atto di bravura compositiva, visto che l’intera pagina cameristica ruota intorno alla linea dipanata proprio dal violoncello e, considerato a posteriori, simboleggia la forza creatrice di un musicista ormai

Sinfonia n. 5 - Leningrad Philharmonic Orchestra – Evgenij Mravinskij, MasterTone (Leningrad Masters)

Sinfonia n. 6 – Leningrad Philharmonic Orchestra – Evgenij Mravinskij, Melodiya

Sinfonia n. 7 – USSR State Symphony Orchestra – Evgenij Svetlanov, Melodiya

Sinfonia n. 8 – Leningrad Philharmonic Orchestra – Evgenij Mravinskij, Alto

Sinfonia n. 9 – London Philharmonic Orchestra – Bernard Haitink, Decca

Sinfonia n. 10 – New York Philharmonic Orchestra – Dimitri Mitropoulos, Sony

Sinfonia n. 11 – The USSR Ministry of Culture Orchestra – Gennadij Roždestvenskij, Olympia

La “trimurti” della musica sovietica del Novecento: da sinistra, Sergej Prokof’ev, Dmitrij Šostakóvič e Aram Chačaturjan.

Sinfonia n. 12 – Leningrad Philharmonic Orchestra – Evgenij Mravinskij, Erato

minato dalla vecchiaia e dalle malattie, una timida belva in gabbia che ancora ruggisce e cerca di attaccare il male e la perfidia insiti nella società e negli uomini. Infine, il Quartetto n. 15 rappresenta idealmente il testamento finale del musicista, la pagina nella quale si concretizza la sensazione della fine imminente; lo testimonia il fatto che tutti i sei tempi che lo compongono sono altrettanti Adagi nei quali Šostakóvič riversa un senso di suprema afflizione e di avvicinamento alla morte stessa (il quinto tempo è una Marcia funebre); il tutto, però, viene addolcito, illanguidito da un delicato flusso melodico che, oggi, a cinquant’anni dalla sua scomparsa, suona come una sorta di rappacificazione, di riconciliazione nei confronti della vita e dell’umanità, simbolo di accettazione da parte di un uomo, di un artista, spinto dalla propria delicatezza a dormire di notte vestito, sdraiato sul pianerottolo di casa, per non disturbare i suoi familiari, casomai gli sgherri della polizia politica staliniana fossero venuti per portarlo via.

Sinfonia n. 13 – Moscow Philharmonic Orchestra – Kirill Kondrašin, Praga

Sinfonia n. 14 – The USSR Ministry of Culture Orchestra – Gennadij Roždestvenskij, Olympia

Sinfonia n. 15 – Cleveland Orchestra – Kurt Sanderling, Erato

Integrale dei quartetti per archi – The Shostakovich Quartet, Olympia, 5 CD

Integrale dei quartetti per arch i – Emerson String Quartet, DG, 5 CD

Quartetti per archi 1-13 – Borodin Quartet, Chandos, 4 CD

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