GrooveBack Magazine 005

fantastiche. Nel vuoto del palco scenico una inesplicabile fantasmagoria formata dalle vibrazioni sonore rappresentava le orgie invereconde e gli osceni connubi del Sabba. Quando Paganini poté finalmente ritirarsi dalla scena ove ad ogni tratto lo richiamavano le strepitose acclamazioni del pubblico, nella sala del ridotto incontrò Franz che aveva finito di accordare il violino, e già muoveva per slanciarsi nell’arringo. Paganini rimase stupito nel mirare l’impassibilità del suo competitore, e l’aria di sicurezza che gli brillava nel volto. Franz si avanzò verso il proscenio, accolto da un silenzio glaciale. Soggiogati dal fascino di Paganini, gli spettatori guardavano il nuovo arrivato come si guarda un povero ebete, che affronta un assurdo cimento. Nullameno, alle prime arcate di Franz, l’attenzione degli spettatori si fece vivissima. Franz era un esecutore abilissimo, uno di quegli esecutori pei quali la difficoltà non esiste. Il vecchio Samuele non aveva mentito il giorno in cui gli aveva detto: «Io ti ho insegnato tutto ciò che si può insegnare, e tu hai imparato tutto quello che si può apprendere». Ma ciò che Franz aveva sognato di ottenere per effetto delle corde simpatiche; il gemito della passione, il grido straziante dell’agonia, il ruggito della foresta e l’ululo dei dannati - ciò che il vecchio Samuele avrebbe voluto comunicare al suo allievo ed amico, immolandogli sé stesso e dotando di corde umane lo strumento di lui - tutto questo edifizio di illusioni, di speranze, che nell’anima dell’artista alemanno si erano tramutate in fede sicura - tutto svanì in un istante.... Sotto il colpo di un terribile disinganno, Franz smarrì il coraggio e le forze... Invocò sommessamente il nome del defunto maestro - lo pregò... lo maledì nel segreto dell’anima sua - lo gridò traditore, scellerato. Poi, stanco della prova, disperato dell’esito, strappò dal violino le corde fatali, le gettò al suolo, e si fece a calpestarle con rabbia feroce. - È pazzo! è pazzo! fermatelo... soccorretelo! - gridarono cento voci dalla platea. Franz si allontanò dal proscenio, ed entrato precipitosamente nelle quinte, andò a prostrarsi ai piedi di Paganini. - Perdono! mille volte perdono! - gridò Franz con accento disperato - io aveva creduto... io aveva sperato... Paganini stese le braccia a quel povero sconfitto; lo sollevò da terra, e, abbracciandolo come un fratello, gli disse: - Tu hai suonato divinamente... tu sei un grande artista... ciò che ti manca... - Oh! so ben ciò che mi manca - esclamò Franz singhiozzando; ma il vecchio Samuele mi ha tradito!... E Franz narrò a Paganini l’istoria delle corde umane, esponendogli ingenuamente le illusioni a cui si era affidato. - Povero Franz! - esclamò il violinista italiano con sarcastica pietà - tu hai dimenticato una circostanza per la quale le corde del tuo violino non potevano competere colle mie nella vivacità, nel calore, nell’impeto della passione... Non hai tu detto che il tuo vecchio maestro era tedesco? - Senza dubbio - egli era tedesco come io lo sono... - Ebbene; ecco appunto la circostanza sfavorevole - proseguì Paganini battendo sulla spalla del povero Franz. - Un’altra volta, quando vorrai comunicare al tuo violino

l’anima, il fuoco, la passione, la vivacità che io possiedo, fa che le tue corde sieno composte di fibra italiana. E aggiunse sottovoce: «E fa anche di procacciarti, se lo puoi, un’anima da italiano». Il lettore più attento ricorderà che, nel precedente numero con la prima parte del racconto, si era fatto accenno anche di un altro esponente della cultura italiana, il cui rapporto con la musica merita di essere indagato. Si tratta di Luigi Pirandello, Nobel per la Letteratura nel 1934 e autore, tra gli altri, de Il fu Mattia Pascal , il romanzo del 1904 che lo ha portato all’apice del successo. Diamo dunque appuntamento alla prossima uscita di The GrooveBack Magazine per dare qualche nota in merito al rapporto di questo autore con la musica, rapporto che, un po’ come Il violino a corde umane , non tralascia una punta di rivalità tra Italia e Germania.

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