Brian Wilson: un tormento lungo una vita
di Simone Bardazzi
Il grande musicista, da poco scomparso, è stato la mente geniale dei Beach Boys. Un’icona la cui eredità è profondamente intrecciata con un’opera incompiuta e leggendaria, Smile . Questo album, concepito come il successore del rivoluzionario Pet Sounds , è una storia fatta di ambizioni artistiche sfrenate, genio tormentato, collaborazioni intense e, infine, un crollo che ha segnato tutta la sua carriera. La genesi e la lunga gestazione di Smile non sono solo la cronaca di un disco, ma il racconto di un’anima delicata alle prese con la sua visione più coraggiosa
Un fotogramma del famoso sketch del Saturday Night Live del 1976, in cui John Belushi e Dan Aykroyd, travestiti da poliziotti, arrestano Brian Wilson e lo costringono a fare surf.
con un accappatoio indosso, capelli e barba lunga. Lo sketch si chiamava Surf Police e i due futuri Blues Brothers , vestiti da poliziotti, prendevano Wilson e lo costringevano a surfare fra le onde della California, con risultati a dir poco disastrosi. In realtà, Wilson non ha mai imparato a fare surf. Non gli è mai piaciuto. Non ne ha mai avuto il tempo. Il suo tempo, la sua testa erano impegnati ad immaginare canzoni. Bellissime canzoni. Nel 1976 i Beach Boys erano impegnati a tener viva l’attenzione sulla band, fra mille difficoltà. Pochi mesi dopo, Wilson sarebbe tornato al Saturday Night Live per eseguire qualche brano dal nuovo album della band (in realtà, l’album era tutta farina del suo sacco), ossia Beach Boys Love You . Nonostante la sua natura a tratti bizzarra, Love You è un’opera affascinante. Rappresenta un’espressione pura e non filtrata della mente di Brian Wilson in un periodo di ritrovata creatività. È un album che divide: considerato da alcuni un capolavoro per la sua onestà e originalità, per il pubblico del tempo sembrò troppo eccentrico o incompiuto. Era l’onda lunga di Smile.... La scintilla: dopo Pet Sounds Dopo il successo critico e l’influenza innegabile di Pet Sounds nel 1966, Brian Wilson si trovò in un crocevia artistico. L’album aveva ridefinito il suono dei Beach Boys, spingendoli oltre le spiagge e le automobili per esplorare territori emotivi e orchestrali complessi. Wilson, riconosciuto come un produttore visionario al pari di Phil Spector, sentiva la pressione di superare se stesso. Desiderava creare una “sinfonia adolescente a Dio”, un’opera che andasse oltre i confini del pop e del rock, abbracciando influenze classiche, jazz e persino folk americano. Il primo assaggio di questa nuova direzione fu il singolo Good Vibrations , una “sinfonia in tasca” che richiese mesi di registrazione e una tecnica di composizione modulare innovativa. Wilson registrava piccole sezioni musicali, quasi “frammenti” o “moduli”, e poi le assemblava, strato su strato, creando arrangiamenti di incredibile complessità e
Premiamo il tasto di un ipotetico registratore a cassetta su fast forward e andiamo avanti velocemente nel tempo. È il 1976. Al Saturday Night Live , John Belushi e Dan Aykroyd fanno impazzire milioni di americani con i loro sketch . I Beach Boys erano ancora popolari negli States, anche se per molti soltanto una band del passato. Il sound del tempo era completamente diverso e già - nell’ underground - il punk prendeva forma compiuta. In uno speciale televisivo sui Beach Boys, intitolato The Beach Boys: It’s OK , Belushi e Aykroyd irrompevano nella stanza di Wilson, appesantito, sdraiato sul letto,
Brian Wilson, la mente dei Beach Boys, impegnato durante una sessione di registrazione del suo visionario capolavoro Smile.
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