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NEWS ATTUALITÀ
Bosch: Christian Fischer è il nuovo ceo Cambio al vertice per Robert Bosch GmbH. Dal 1° luglio 2026 Christian Fischer ha assunto la carica di presidente del consiglio di amministrazione, succedendo a Stefan Hartung, che lascia l’incarico su propria richiesta dopo oltre quattro anni alla guida del Gruppo. Conte- stualmente, Markus Forschner e Markus Heyn diventano vicepresidenti del CdA. Fischer, 58 anni, è membro del board Bosch dal 2018 e negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di vice- presidente del consiglio di amministrazione, oltre a guidare il settore Consumer Goods. Tra le principali iniziative strategiche seguite figura l’acquisizione delle attività Hvac di Johnson Controls e Hitachi, definita da Bosch la più grande operazione nella storia dell’azienda. Se-
condo il presidente del consiglio di sorveglianza Stefan Asenkerschbaumer, Fischer ha dimostrato capacità strategiche e imprenditoriali e sarà chiamato a proseguire l’attuazione della strategia aziendale e il percorso di trasformazione del Gruppo. Con il nuovo assetto, Markus Forschner, direttore finanziario dal 2022, e Markus Heyn, presidente del settore Mobility, assumono il ruolo di vicepresidenti del CdA, rafforzando rispettivamente l’area finanziaria e quella tecnologica.
Assofermet aderisce al manifesto del Codacons Per Assofermet, il Manifesto rappresenta un con- tributo concreto al dibattito sul futuro della side- rurgia italiana, in una fase decisiva per sicurezza degli approvvigionamenti, competitività indu- striale e occupazione. Il documento del Codacons richiama il ruolo strategico dell’acciaio per l’eco- nomia nazionale e per settori come automotive, meccanica e cantieristica, evidenziando la necessi- tà di rafforzare la resilienza delle filiere riducendo la dipendenza dalle importazioni, senza penaliz- zare quelle strategiche e di elevata qualità. Il Ma- nifesto sottolinea inoltre il persistente deficit di approvvigionamento siderurgico dell’Italia, che espone il sistema produttivo alla volatilità dei mercati e alle tensioni geopolitiche, indicando co- me prioritaria una strategia nazionale di lungo pe- riodo per sostenere investimenti e capacità pro- duttiva. “L’acciaio è una risorsa strategica per il Paese e serve una politica industriale che rafforzi la produzione nazionale, garantisca approvvigio- namenti sicuri e protegga imprese e consumatori”, afferma il presidente del Codacons, Gianluca Di Ascenzo, accogliendo con favore l’adesione di As- sofermet. L’associazione condivide questa impo- stazione e ribadisce la centralità del rilancio del polo di Piombino e degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia, considerati asset fondamentali per il futu- ro della siderurgia nazionale. “Riportare la side- rurgia al centro dell’agenda industriale è indispen- sabile per ridurre il deficit produttivo, rafforzare la competitività delle imprese e garantire acciaio di qualità, investendo al tempo stesso in innova- zione e sostenibilità”, conclude Paolo Sangoi, pre- sidente di Assofermet Acciai.
Il mercato delle costruzioni per il triennio 2026-2029
Lo scenario delle inevitabili correzioni attese a causa dell’esauri- mento dei booster pone al mercato delle costruzioni un princi- pale interrogativo: quali dimensioni avrà la contrazione? E in quali tempi si manifesterà? È questa la principale domanda a cui cerca di rispondere il 40° Rapporto Congiunturale e Previ- sionale del Cresme. Una risposta resa ancor più difficile dalle drammatiche conseguenze che la guerra in Iran sta avendo e avrà sui costi dell’energia, sull’inflazione, sul costo delle materie prime e sulla realizzazione dei lavori delle costruzioni (pubblici e privati). Di certo la cosa più certa è l’incertezza. Eppure le re- centi previsioni (aprile) dei principali esperti di economia uffi- ciale del nostro Paese continuano a disegnare per i prossimi an- ni un settore delle costruzioni in crescita; così fa ad esempio Banca d’Italia, che prevede una nuova crescita del 1,3% nel 2027 e dello 0,7% nel 2028. Ma anche la previsione Cresme pre- sentata a dicembre, pur di segno negativo, ipotizzava una fles- sione contenuta nel 2027, -0,2%, per poi scendere dell’-1,0% nel 2028 e del-3,1% nel 2029. Da livelli così alti una discesa a valori costanti contenuta. Ma questo scenario è ancora valido? Oppu- re dato il peggioramento del quadro economico internazionale, la ripresa dell’inflazione, dei costi dei materiali, dei prezzi delle case, si va facendo più negativa? E ancora sta succedendo qual-
cosa che non vediamo nel mer- cato delle costruzioni? Le previ- sioni sulla spesa per gli investimenti pubblici nei conti ufficiali del governo si tengono su livelli molto alti, anche nel 2027, nel 2028 e nel 2029, ma quante di queste risorse saranno per le costruzioni è da compren- dere bene..
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