mite, diventa il motore della creatività. Anche il passamontagna, elemento ricorrente nelle sue opere, viene reinterpretato. «Non serve più a na- scondere l’identità», osserva l’artista. «Al contrario, permette di dare ancora più forza al messaggio.» Il cambiamento come percorso aziendale Il taglio, l'identità e il conflitto sono i temi cen- trali dell'evento “Cutting New Directions. Ta- gliare per costruire” organizzato il 9 giugno scor- so nell'ambito della mostra EGO. «L’obiettivo, spiega Enrico Ullmann, era portare l’azienda ol- tre una dimensione esclusivamente commercia- le, utilizzando il business per costruire un mes- saggio capace di dialogare con la realtà che viviamo ogni giorno». Dal punto di vista azien- dale il "taglio" più importante, secondo l’im- prenditore, è stato quello culturale. «La sfida è stata trasformare una realtà molto chiusa in un’azienda che, pur mantenendo la propria iden- tità familiare, fosse capace di aprirsi al confronto. È stato un taglio necessario per guardare oltre i confini tradizionali». In questo percorso il con- flitto assume un significato positivo. «Bisogna avere il coraggio di restarci dentro», afferma. «Ascoltare il punto di vista degli altri, compren- dere linguaggi diversi e trovare un terreno co- mune. È questo che permette a un’impresa di continuare a crescere anche oltre il successo eco- nomico e il passaggio tra generazioni.» Il dialogo come leva dell’innovazione Lo stesso tema è stato affrontato durante l’evento da Dominic Barter, facilitatore internazionale esperto di processi dialogici, che ha proposto una
frontato. «Molte organizzazioni interrompono il dialogo proprio nel momento in cui avrebbero più bisogno di ascoltarsi. Le aziende più resilienti sono quelle che considerano il conflitto non come un errore, ma come una componente inevitabile della crescita.» Oltre la funzione dello strumento La collaborazione tra ULLMANN e NO CUR VES dimostra come uno strumento professionale possa raccontare molto più della propria funzione tecnica. Cutter, lame e marcatori diventano sim- boli di precisione e controllo, ma anche strumenti di espressione, capaci di collegare il mondo della manifattura con quello della creatività. Il mes- saggio che emerge dall’incontro tra impresa, arte e cultura organizzativa è chiaro: innovare non si- gnifica rinnegare la propria storia, ma utilizzare gli strumenti – materiali e culturali – per inter- pretarla in modo nuovo. Perché, tanto nell’arte quanto nell’impresa, è spesso proprio dal con- fronto tra elementi diversi che nascono le idee più solide e durature. n
A sinistra l’artista NO CURVES, a destra Enrico ULLMANN, titolare dell’omonima azienda.
Due delle opere di NO CURVES esposte alla mostra “EGO - Dal Nastro Adesivo ai Grandi Capolavori”, ospitata alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Foto: Federico Laddaga
di Luca Casolaro © RIPRODUZIONE RISERVATA
lettura più ampia del rapporto tra arte, organizzazioni e cambiamento. Se- condo Barter, osservare un artista al lavoro significa osservare anche i mec- canismi che rendono possibile il dia- logo. «L’artigianalità e il processo crea- tivo mostrano le condizioni necessarie per esprimere autenticità. Sono dina- miche molto simili a quelle con cui affrontiamo i conflitti e costruiamo nuove forme di collaborazione.» Una riflessione che riguarda da vicino anche le imprese familiari. «Ogni pas- saggio generazionale mette in relazio- ne tradizione e innovazione. È un con- flitto naturale, ma proprio per questo rappresenta una straordinaria oppor- tunità di trasformazione.» Il proble- ma, osserva Barter, nasce quando il conflitto viene evitato invece che af-
FERRUTENSIL 31
Made with FlippingBook Digital Proposal Creator