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Acciaio e metalli, appello all’Europa Le imprese e gli stakeholder del settore acciaio e metalli chiedono alla Com- missione europea e ai governi nazionali interventi rapidi e concreti per evitare deindustrializzazione, perdita di occu- pazione e nuove dipendenze strategi- che. L’appello nasce dall’iniziativa “Sal- vaguardare il settore europeo dei metalli e dell’acciaio”, promossa da Eu- rometal e già sottoscritta da Assofer- met, e sottolinea come non si tratti di una crisi congiunturale, ma di un cam- biamento strutturale del contesto com- petitivo globale. Senza un cambio di passo immediato l’Europa rischia un’ac- celerazione della deindustrializzazione. Il quadro attuale vede un’industria esposta a concorrenza sleale, tensioni commerciali e costi produttivi elevati, con impatto sulla competitività della fi- liera manifatturiera. L’appello individua quattro direttrici principali di interven- to: rafforzamento delle misure di difesa commerciale, con estensione di dazi e contingenti anche ai prodotti derivati; estensione del CBAM ai prodotti a valle della filiera per evitare rilocalizzazioni di emissioni e produzione; introduzio- ne del principio del “Made in UE” negli appalti pubblici e nei programmi di fi- nanziamento, soprattutto nei settori strategici come infrastrutture, difesa e mobilità elettrica; riduzione dei costi per l’industria europea, in particolare energia, revisione del sistema ETS e semplificazione normativa e burocrati- ca. L’allarme riguarda anche le ricadute occupazionali: senza interventi rapidi, l’Europa rischia oltre 13 milioni di posti di lavoro diretti nel comparto e fino a 65 milioni indiretti, con forte impatto sulla tenuta economica e sociale e un aumento della dipendenza da Paesi ter- zi. Il settore chiede anche una gover- nance europea più coordinata e tempi decisionali più rapidi per sostenere la competitività industriale nel medio pe- riodo e per garantire condizioni di con- correnza eque rispetto ai principali competitor globali, evitando ulteriori delocalizzazioni produttive e perdita di know-how.

Smart home, boom in Italia: +12,4% annuo fi no al 2030

Il settore della smart home in Italia continua a crescere in modo sostenuto e si prepara a consolidarsi ulteriormente nei prossimi anni. Secondo The European House – Am- brosetti (TEHA), il comparto è passato da 0,19 miliardi di euro nel 2016 a 1,01 miliardi nel 2025, con un aumento di

oltre cinque volte. La crescita non è stata lineare: dopo lo sviluppo iniziale fino al 2019, una lieve flessione nel 2020, il mercato ha ripreso slancio dal 2021, su- perando progressivamente gli 0,9 miliardi nel 2024 fino a oltrepassare la soglia del miliardo nel 2025. Le prospettive restano positive, con una stima di 1,58 miliardi di euro entro il 2030 e un Cagr del +12,4% tra 2026 e 2030. Il compar- to smart tech si conferma tra i più dinamici nel mondo casa, trainato da solu- zioni connesse per sicurezza, efficienza energetica e comfort. Per il canale brico e DIY si tratta di un segnale rilevante, con una domanda destinata a crescere e nuove opportunità su assortimento e servizi a valore aggiunto.

Alberto Casati nuovo vicepresidente di Fervi Nuovo assetto ai vertici di Fervi Group, che accelera il proprio percorso di crescita e raf- forzamento nel comparto MRO (Mainte- nance, Repair & Operations). Il Consiglio di Amministrazione ha nominato Alberto Ca- sati nuovo vicepresidente del Gruppo, affi- dandogli anche il ruolo strategico di Brand

Ambassador. Nel nuovo incarico, Casati sarà chiamato a contribuire al rafforzamento dell’identità e del posizionamento di Fervi Group, valoriz- zandone la reputazione presso clienti, partner, stakeholder e operatori del mercato MRO. Il ruolo di Brand Ambassador sarà focalizzato sulla promozione dei valori chiave dell’azienda: competenza, affidabilità, in- novazione, vicinanza al cliente e capacità di interpretare l’evoluzione del- la domanda professionale. Casati fa parte del Consiglio di Amministra- zione da oltre due anni come consigliere indipendente. Un’esperienza che gli ha consentito di maturare una conoscenza approfondita della vi- sione industriale del Gruppo, delle sue dinamiche interne e delle pro- spettive di sviluppo. Nato nel 1960 e originario della Lombardia, Casati vanta una lunga carriera manageriale internazionale. Per 36 anni ha ope- rato in Black&Decker e successivamente in Stanley Black & Decker, rico- prendo incarichi di crescente responsabilità fino alla posizione di vice president Semea (Southern Europe, Middle East & Africa). Un percorso che gli ha permesso di sviluppare competenze consolidate nei mercati B2B, nella gestione delle reti distributive, nelle strategie commerciali e nei processi di internazionalizzazione.

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