Alla luce di tutte queste considerazioni, cosa ci riserverà l’autunno/inverno 2026 per il mondo dell’elettrico? Non lo so se sono in grado di fare una previ- sione, intanto cominciamo a mettere del fieno in cascina perché essere a oltre +12% di crescita ad aprile è un buon indicatore per il primo qua- drimestre e ha già un discreto peso. I mesi più importanti per noi dal punto di vista del fattu- rato sono luglio, ottobre e dicembre e quindi i mesi “pesanti” devono ancora arrivare. Se giu- gno e luglio manterranno anche solo un mini- mo di crescita, potremmo pensare di arrivare ad una chiusura dell'anno comunque in terri- torio positivo (a differenza di altri settori come l’edilizia, chimica o its), però non so dire di quanti punti percentuali. Una tendenza positiva così vivace (un +19% aprile 2026 su aprile 2025) che nemmeno noi a fine 2025 ci aspettavamo. Su quali altri elementi si concentrerà l’attività associativa di FME? Ne abbiamo tante, ma i due filoni principali so- no i seguenti: il nostro sistema Svetim (che oggi funziona su un portale di consultazione) insieme a Metel confluirà in un progetto che porterà il data lake di tutte le informazioni (derivanti da uno storico attivo dal 2019) in intelligenza arti- ficiale e svilupperemo uno Svetim con AI. Nel tempo abbandoneremo l’attuale portale e quindi la classica consultazione web e arriveremo a una consultazione vocale con la possibiltà di porre domande all'intelligenza artificiale, ad esempio, sull’andamento rispetto alla mia regione o sulle performance in certi segmenti e l’AI darà con immediatezza tutte le risposte coerenti con la possibilità di realizzare automaticamente tutti i report che oggi devi realizzare manualmente. Ovviamente questo è una spinta molto forte di accelerazione sull'analisi dei dati che diventerà molto più semplice e più veloce e con uno stru- mento ancor più fruibile e utilizzabile da tutti. Alla seconda, altrettanto importante, ci stiamo lavorando da almeno due/tre anni: è il ruolo istituzionale di accreditamento presso le istitu- zioni per sensibilizzare a tutti i livelli, dalle re- gioni fino al governo centrale, e far comprendere la necessità di lavorare ad un impianto norma- tivo sulla manutenzione dell’impianto elettrico. L'ultima legge, che risale al 1990, ci ha obbligato di avere il famoso centralino di casa con l'inter- ruttore differenziale. Il problema che già oggi noi viviamo, e vivremo sempre più nel prossimo futuro, riguarda gli aumenti di potenza previsti per il sistema Italia che saranno enormi perché
l'Europa per la transizione energetica ci impone di lavorare sempre di più con l'elettrico, dal seg- mento pompe di calore ai veicoli elettrici, e tutte queste cose comportano aumenti di potenza che
devono essere supportati dagli impianti esistenti in questo momento. Se l’im- pianto elettrico non sup- porta questi aumenti di ri- chiesta nascono anche problemi di sicurezza per le persone e le case. Mi preoccupa molto che le istituzioni sembra non si siano ancora posti il pro- blema. Abbiamo in corso un'iniziativa in Regione Lombardia insieme a uno
Il nostro sistema Svetim confluirà insieme a Metel in un progetto che porterà il data lake di tutte le informazioni in intelligenza artificiale e svilupperemo uno Svetim con AI.
studio legale che ci affianca, ma con la politica i tempi sono lunghi e bisogna aver pazienza.
Quali obiettivi di crescita vi siete dati per il prossimo biennio? FME come associazione ha già circa il 90% del mercato e non abbiamo modo di crescere molto ulteriormente. Anzi gli associati tendenzial- mente continueranno a ridursi perché conti- nueranno ad accorparsi e a concentrarsi. E’ vero che oggi il mercato italiano è ancora abbastanza frammentato, anche se già esistono gruppi che rappresentano importanti fette del mercato. In queste settimane sto facendo delle visite di in- contro e confronto con le aziende per aggior- narmi sulla nostra rappresentatività. n
di Alessandra Fraschini © RIPRODUZIONE RISERVATA
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