EDITORIALE
u questo numero della rivista abbiamo scelto di mettere in primo piano due categorie merceologiche, in parte collegate, tra le più importanti per il canale del bricolage: l'idrotermosanitario e l’HVAC, quindi impiantistica idraulica, sanitari, rubinetteria, trattamento acque e riscaldamento, condizionamento, ventilazione. Secondo GfK questi mondi valgono tra il 13,5 e il 14% delle vendite totali di canale, con un andamento a dire il vero non particolarmente brillante nell'ultimo biennio (-8% nel 2024, -6% nel 2025). Sono 3 gli articoli che hanno come baricentro questi comparti. A pag. 56 la ricerca di The European House Ambrosetti, presentata durante la Mostra Convegno Expoconfort, racconta come il mondo HVAC si trovi oggi in Italia al centro della transizione energetica e dei processi di decarbonizzazione del tessuto produttivo nazionale. In questo scenario, lo studio si propone non solo di misurare il peso economico del comparto (che vale 83 miliardi di euro e di attivare complessivamente fino a 300 miliardi di euro sull’economia nazionale), ma anche di analizzarne le dinamiche di cambiamento e le prospettive future. A pag. 60 intervista a ClimaConvenienza uno dei maggiori retailer online italiani nel settore ITS-HVAC, con un fatturato che sfiora i 60 milioni di euro e con proposte rivolte sia agli installatori che agli utenti privati. A pag. 84, infine, intervista a Sergio Novello, alla guida di Cordes & Graefe Italia, un gruppo internazionale, attivo nel nostro paese dal 2018, che associa 9 distributori del settore ITS per un totale di 98 filiali situate in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia-Romagna e Trentino. Si tratta di negozi che, oltre a vendere materiali e utensili tecnici, sono per lo S
più dotati di showroom dove presentare sia l'arredo bagno tradizionale sia il mondo delle superfici (piastrelle, legno, rivestimenti).
Massimo Casolaro, direttore editoriale e responsabile.
A
proposito di showroom, merita un commento la decisione di Leroy Merlin di chiudere a fine
marzo 4 dei suoi punti vendita mono- bisogno (a pag. 12), negozi urbani di metratura medio-piccola dedicati alle finiture della casa (bagno, porte e finestre, pavimenti e rivestimenti, ecc). Il modello di vendita è quello degli specialisti della casa: niente self service, niente casse, solo campionature e consulenza. Difficile dire cosa non abbia funzionato nel format e al momento l'insegna non ha rilasciato dichiarazioni in merito. Quello che possiamo notare è che i 4 negozi chiusi sono tutti "stand alone", ovvero non sono accoppiati a una grande superficie Leroy Merlin, mentre rimangono in funzione i 4 showroom posti all'interno o nelle immediate vicinanze dei big box. Da ciò si possono trarre diverse conclusioni, la più immediata è che le merceologie a progetto, nel canale del bricolage, funzionano quando sono complementari agli altri mondi. L’area self service (Ikea insegna) è uno straordinario volano per dare visibilità allo showroom e per portare clienti a visitarlo. Senza di essa, anche un brand forte come Leroy Merlin fa fatica ad essere attrattivo. Forse anche il posizionamento non è stato comunicato con sufficiente chiarezza: chi arreda la casa al centro brico ha budget ridotto e chiede un buon rapporto qualità/prezzo, mentre chi va dallo specialista ha un budget più alto ma vuole marche note e finiture di qualità superiore. Se lo showroom è inserito in un contesto brico il posizionamento è chiaro, in uno store isolato è meno intuitivo.
4 | BRICOMAGAZINE
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