‘D’ GLOCAL ECONOMIC FORUM ESG89 | CREDITO & ENERGIA
vanno in questa direzione. Gli istituti di credito sono chiamati a identificare, misurare, gestire e monitorare i rischi ambientali, sociali e di governance, integrandoli nei processi interni e nella pianificazione di breve, medio e lungo periodo. Per le imprese il messaggio è chiaro: la bancabilità dipenderà sempre di più anche dalla capacità di dimostrare resilienza energetica, ambientale e operativa. Il contesto italiano rende il tema particolarmente sensibile. Dopo la crescita delle insolvenze registrata tra il 2024 e il 2025, il quadro appare più stabile, ma non necessariamente meno fragile. I segnali tradizionali di crisi — protesti, pregiudizievoli, procedure — sono sempre meno tempestivi e sempre
meno presenti. Al loro posto emergono segnali più deboli e frammentati: ritardi di pagamento, tensioni di cassa, opacità informativa e maggiore contagio lungo la filiera. Nel 2025, oltre l’80% delle imprese che hanno avuto accesso alla composizione negoziata hanno chiuso la procedura con esito negativo. È la fotografia di un tessuto produttivo che spesso arriva alla crisi quando il margine di manovra è già ridotto. Anche i comportamenti di pagamento confermano questa pressione. Dall’analisi
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