È stato grandioso! Abbiamo imparato molte cose sulle nostre forze e sui punti da migliorare,» afferma con slancio Raphael Meyer, CEO dell'ambizioso team. Secondo lui, il Tour de France del 2025 è stato un traguardo storico. Anche Fabian Cancellara,
È soprattutto su questo ultimo punto che insiste: «L’allenamento è solo un aspetto della questione. E allo stesso modo, la prestazione non finisce quando si taglia il traguardo. È durante il recupero che accade il resto.» Perché, non dimentichiamolo,
dal 2025 al 2027 accanto a Marc Hirschi, a contraddirlo: «L’allenamento mette il corpo alla prova, mentre il sonno gli permette di ricostituirsi e progredire.» Lo ha constatato chiaramente durante il Tour de France del 2025: «Ci sono stati momenti in cui mi sentivo forte, ma anche giorni in cui le cose non sono andate come previsto. Fa parte del ciclismo. Ma la lezione che ne traggo è che ho bisogno di regolarità, e questo fattore ha molto a che fare con il recupero. Per questo motivo le piccole abitudini fanno una grande differenza.» È proprio quello che cerca di trasmettere ai più giovani della squadra: «Cerco di condividere ciò che ho imparato negli anni. Non solo sulla corsa, ma sulla gestione del corpo, della mente e del recupero. Sono cose che si capiscono davvero solo con l’esperienza.» Il campione ha stabilito un rituale di recupero a cui si attiene: «È molto semplice: una bevanda apposita per il recupero, doccia, massaggio, una buona cena e poi cercare di creare le migliori condizioni per dormire: un ambiente tranquillo, e ora anche un ottimo materasso.» Perché, ne è convinto, la qualità del materasso è parte integrante dell’equazione. E spinge la riflessione ancora oltre: «La qualità [del sonno] è più importante del numero di ore. Un sonno profondo e ininterrotto è ciò che aiuta davvero a recuperare.» Questa sfida della continuità è tanto più importante se si considera che il sonno è una delle problematiche più rilevanti al Tour de France, spiega Matteo Tosatto, direttore sportivo di Tudor Pro Cycling. L’italiano, ex ciclista professionista, ha partecipato a 43 Grandi Giri: «Anche se i corridori trascorrono un tempo sufficiente a letto, la qualità non è sempre ottimale quando si cambia hotel ogni notte.» Da qui l’importanza di garantire una continuità nel comfort. Julian Alaphilippe conferma: «Apprezzo soprattutto il fatto che la qualità del materasso non dipenda dal luogo in cui alloggiamo.» Stessa osservazione per Michael Storer: «Essendo australiano, sono abbastanza abituato ai viaggi e ai fusi orari. So quindi che la routine è importante e che avere un buon ambiente per dormire fa un’enorme differenza.» A proposito dei materassi Elite, aggiunge: «Ho percepito un beneficio concreto, soprattutto durante le corse a tappe. Su tre settimane, le piccole differenze si accumulano davvero.» Ritrovando lo stesso livello di comfort a ogni tappa, i corridori si sentono rassicurati e possono concentrarsi sulla gara senza preoccuparsi del resto. Gli effetti si
un Grande Giro è strutturato su tre settimane: «Se si recupera anche solo l’uno per cento in più ogni notte, alla fine il livello di prestazione è completamente differente. E viceversa, dopo una brutta notte la reattività rallenta. Ai massimi livelli, questo basta per perdere. Il sonno è quindi uno strumento molto potente.» Non sarà certo il due volte campione del mondo Julian . Alaphilippe, ingaggiato .per le stagioni
iniziatore e coproprietario della squadra, aggiunge con ancora più entusiasmo: «Per noi è stato un momento di straordinaria importanza.» In effetti, la squadra è riuscita a dimostrare le sue qualità e il suo potenziale, ma ha constatato anche che restano ancora dei passi da compiere: «Fa tutto parte di un processo globale», afferma Cancellara, «Se si punta a farsi valere ai massimi livelli, bisogna accettare una pressione costante. Sta a noi provare a controllare tutto il controllabile: preparazione, ambiente e recupero.»
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