abbiano camere separate, ancora prediligono ospitare la sorella nella propria stanza, facendo a turno. A prescindere da quanto bisticcino e litighino durante il giorno, una volta che si sono raggomitolate e accoccolate in un caos di piumoni, coperte, cuscini e svariati altri oggetti non identificati in cui continuo ad inciampare, si placano e iniziano a chiacchierare, a sussurrare, a leggere pagine di diario e a confidarsi segreti. È la cosa più adorabile che ci sia, anche quando bisogna dire loro di fare silenzio e andare a dormire. Le coccole — prima, dopo o durante il sonno — sono probabilmente una delle esperienze più piacevoli che non solo gli esseri umani, ma tutti gli animali possano provare. Il dormire insieme è fonte di profondo legame, poiché ci richiede di riporre la nostra fiducia in un'altra persona proprio in un momento di grande vulnerabilità: quando dormiamo, siamo per lo più privi di coscienza, indifesi. È per questo che condividere il letto per dormire segna ancora oggi una tappa fondamentale in una relazione d'amore, persino in un'epoca sessualmente promiscua come la nostra. Dormire insieme è inoltre — proprio come le nostre routine serali — ricco di piaceri delicati e gioiosi: percepiamo i contorni soffici dell'altra persona contro il nostro corpo; ne avvertiamo l’odore; ne ascoltiamo il respiro farsi via via più regolare mentre si addormenta. (Certo, il dormire insieme non è sempre piacevole se la persona amata russa! Ma il fatto che un'attività preziosa non vada sempre alla perfezione non ne sminuisce il valore nei momenti in cui, invece, fila tutto liscio). Tuttavia, anche quando dormiamo da soli o quando non seguiamo una complessa routine
serale, il sonno in sé può essere fonte di piacere. Dormire non significa ridursi a uno stato di inconsapevolezza completa. Nei momenti immediatamente precedenti all'addormentarsi, ci troviamo a sperimentare sensazioni affascinanti, come immagini evanescenti e suoni fugaci, frammenti di pensieri, ricordi ed emozioni: un epilogo della giornata e un preludio al sognare, che può rivelarsi una preziosa fonte di conoscenza di sé, anche quando non è piacevole. Al risveglio, non solo possiamo assaporare ancora una volta gioie singolari — come il tepore sotto le coperte, il profumo del caffè appena fatto o il canto degli uccelli che accolgono il nuovo giorno — ma abbiamo anche la possibilità di ricominciare da capo. A prescindere da quanto accaduto il giorno prima, ogni nuovo giorno ci offre l'opportunità di fare meglio, di essere migliori. Il mondo naturale è intessuto di simili transizioni, di inizi e di fini; vi è una bellezza intrinseca che scaturisce proprio da questa diversità, dal susseguirsi delle stagioni e dall'alternarsi del giorno e della notte. Ci sono costoro che cercano di eliminare la necessità del sonno, e che credono che gli esseri umani debbano trascendere i propri limiti biologici e naturali. Io, tuttavia — al pari di molti altri filosofi — ritengo che la nostra vulnerabilità fisica ed emotiva plasmi i nostri valori. La bontà umana scaturisce proprio dalla sua fragilità. La bellezza e l'amore sono così preziosi nel nostro mondo perché sono inevitabilmente effimeri. Il dormire ci riconnette a questa verità, all'ineluttabilità della realtà secondo cui non siamo macchine, che possono essere tenute costantemente attaccate
alla presa e in funzione. Siamo animali e, come tutti gli animali, abbiamo bisogno di dormire. Così facendo, viviamo in sintonia con i ritmi del pianeta in cui dimoriamo, accettiamo la nostra vulnerabilità e la condividiamo con gli altri, e abbracciamo questi piaceri vitali, queste gioie minute ma potenzialmente infinite.
Ritratto
S ara Protasi è professoressa associata in filosofia presso l’Università di Puget Sound. Ha svolto gli studi di dottorato presso l’Università di Yale e l’Università di Bologna e ha conseguito la laurea all’Università La Sapienza di Roma. I suoi lavori riguardano principalmente la psicologia morale e la filosofia delle emozioni, con interessi di ricerca in estetica, filosofia della disabilità e pedagogia. A Puget Sound tiene una vasta gamma di corsi, alcuni dei quali al di fuori del suo campo di ricerca, come la filosofia greca antica e la filosofia del cinema. Ha ricevuto il Premio d’eccellenza per l’insegnamento del presidente dell’università nonché una borsa di ricerca Bartanen. Oltre a diversi articoli, è autrice di The Philosphy of Envy (Cambridge, 2021), che ha ottenuto il premio Joseph B. Gittler
dell’American Philosohical Association, e curatrice dell’opera collettiva The Moral Psychology of Envy (Rowman and Littlefield, 2022). Attualmente lavora a due progetti di libri, uno sul valore del sonno e l’altro sul coraggio. Sara ama rivolgersi al grande pubblico, ha rilasciato interviste per trasmissioni radiofoniche, podcast, riviste e giornali e ha inoltre pubblicato saggi divulgativi su Aeon, The Institute of Art and Ideas e The Prindle Post. Attribuisce grande importanza al mentoring e allo sviluppo di una comunità filosofica giusta e benevola. È cogenitrice di due figli splendidi e nel tempo libero è una ballerina appassionata, dotata di una solida formazione e di un’esperienza scenica in danza classica, moderna e contemporanea.
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