prosaiche e di ogni giorno. Pensate al piacere di gustare un semplice pasto casalingo; di riordinare la propria scrivania; di ammirare il bucato dai colori vivaci steso ad asciugare sui balconi; di respirare la soave aria primaverile durante una passeggiata al parco. I rituali del sonno sono particolarmente propizi alle gioie dell'estetica quotidiana. Si svolgono letteralmente ogni giorno e, cosa ancora più importante, ci rallentano quel tanto che basta per osservare cose familiari sotto una nuova luce. Ci rendiamo conto che, nelle attività ordinarie, si celano bellezza e piacere. Per comprendere come i rituali del sonno evochino questi piaceri primordiali, considerate l'atto elementare di indossare il pigiama o la camicia da notte: ci svestiamo di abiti che, a quel punto, sono sudati – talvolta maleodoranti o sporchi – e che ci ricordano le fatiche e lo stress della giornata, per scivolare in indumenti morbidi, concepiti per offrire comfort e solitamente privi di cerniere, bottoni o cuciture rigide.
della biancheria appena lavata, oppure leggere, pregare o meditare in un ambiente calmo e silenzioso. Queste attività non devono necessariamente essere svolte in solitudine. Molte di esse si prestano alla condivisione e possono costituire momenti di intimità con le persone care. Ad esempio, molti genitori amano leggere libri ai propri figli o fare il bagno ai bambini più piccoli, e preferiscono farlo prima di andare a dormire piuttosto che durante il giorno. Anche se la sera si è stanchi, i rituali della buona notte possono offrirci l'opportunità di entrare in sintonia con un familiare e di parlare di come è andata la giornata. E non sono solo I rituali del sonno che condividiamo con gli altri: lo stesso dormire può essere un’esperienza collettiva e una fonte di valore interpersonale. In molte parti del mondo, è consuetudine che i genitori dormano con i propri figli; molti fratelli e sorelle dormono nella stessa stanza o addirittura nello stesso letto; i coniugi, di norma, dormono assieme. Le mie figlie hanno 10 e 13 anni e, nonostante
Si tratta di una forma di piacere tattile, un piacere di cui gode la nostra pelle. Poi abbassiamo le luci – magari accendendo la lampada sul comodino, la cui luminosità più tenue rispecchia quella del tramonto – e andiamo a lavarci i denti e il viso. Lo sporco viene lavato via dai nostri corpi e sostituito dal gusto fresco della menta, o di altre erbe e radici, o forse da sapori fruttati, se si è bambini. Potremmo percepire il profumo del sapone, della crema idratante o di altri prodotti simili. Questi piaceri multisensoriali possono essere ulteriormente intensificati, se la nostra routine serale prevede una lunga doccia, un bagno di schiuma o un rituale di cura della pelle più elaborato. Altri rituali appaganti possono includere l'infilarsi in un letto con le coperte ben rimboccate, l'inalare il profumo
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