BRICOMAGAZINE SETTEMBRE 2026

RICERCHE

DAZI E PREZZO DEL LEGNAME Il prezzo del legname continua a essere uno dei nodi più sensibili per la filiera. Il tema si intreccia con le importazioni di prodotti forestali, con i dazi e con i rapporti commerciali tra Stati Uniti e Canada. La National Lumber and Building Material Dealers Association ha chiesto alla Casa Bianca di valutare con cautela gli effetti di lungo periodo delle misure tariffarie sui costi di legname, materiali da costruzione e abitazioni. Secondo l’associazione, finché la produzione nazionale non sarà in grado di coprire le specifiche necessità dell’edilizia statunitense, il legname canadese - abete, pino e abete rosso - resterà essenziale per la catena di fornitura. Nuovi ostacoli com- merciali, sostiene la NLBMDA, rischierebbero quindi di aggravare un problema già centrale: l’accessibilità economica della casa. Di tutt’altro avviso la U.S. Lumber Coalition, che rappresenta produttori di conifere sta- tunitensi e appoggia l’applicazione di dazi al legname canadese ritenuto sovvenzionato. Il direttore esecutivo Zoltan van Heyningen ha difeso la linea dell’amministrazione Trump, sostenendo che le misure commer- ciali siano necessarie per contrastare pratiche considerate sleali e per favorire investimenti e occupazione nella produzione nazionale. PREVISIONI PRUDENTI PER IL 2026 Le incognite legate a commercio, dazi, in- flazione e casa non sembrano destinate a esaurirsi rapidamente. Un sondaggio di HBSDealer, condotto a metà anno, evidenzia un clima di particolare prudenza: il 53% degli operatori ha ridotto le proprie previsioni di fatturato per l’intero anno; il 38% le ha mantenute invariate e soltanto il 9% le ha ritoccate al rialzo. Il messaggio che arriva dai principali distributori è chiaro: il mercato resta attivo e le necessità di riparazione e riqualificazione sostengono la domanda, ma il percorso verso una crescita più solida continua a dipendere da fattori esterni ancora difficili da prevedere. n

arrivare a 100 negozi entro il 2030. R.P. Lumber, ventinovesima nella graduatoria, ha ampliato la rete rilevando Aldrich Home Center a Powell, in Wyoming, e Dye Home Improvement a Monticello, in Indiana. Dietro queste operazioni emerge un feno- meno più discreto ma significativo: diverse

aziende familiari scel- gono di unirsi ad altri indipendenti anziché cedere al private equity. La priorità è preservare identità, valori e continuità per dipendenti e clienti. È il caso di Johnson Lumber, ceduta a Hancock Lumber. La presidente e proprie-

Tra le 150 aziende conside- rate, 81 hanno aumentato le vendite nel 2025; per 70 il risultato è rimasto invariato oppure è diminuito. Nell’edizione precedente, le società in flessione erano 69 e quelle stabili 12.

taria di seconda generazione, Trish Joh- nson, ha spiegato che la scelta è ricaduta su un partner ritenuto capace di accom- pagnare l’impresa nel lungo periodo, ri- spettandone la cultura e le relazioni co- struite con personale e clientela.

Il lavoro svolto ormai da anni da HBS Dealer (hbsdealer.com) è prezioso e certosino, prende in considerazione tutto l'universo distributivo statunitense del nostro settore nelle sue diverse componenti: home centers (i nostri centri bricolage), ferramenta, distribuzione industriale, rivendite edili, colorifici. Le informazioni sui retailer citati nella classifica vengono raccolte da diverse fonti: ovviamente i dati ufficiali per

le società quotate, per le altre dichiarazioni aziendali, ricerche originali, report pubblicati, in alcuni casi su stime, che sono indicate negli elenchi con un asterisco. Nel sito della rivista hbsdealer.com è possibile scaricare gratuitamente, previa registrazione, il report con i risultati di tutte le prime 150 insegne.

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