EVENTI
nuale dovrà essere presentata entro il 30 settembre 2027.
I MATERIALI COINVOLTI Nella fase iniziale il regolamento interes- serà acciaio, alluminio, cemento, fertiliz- zanti, energia elettrica e idrogeno, ma Assofermet ritiene probabile una successiva estensione anche ai prodotti trasformati, con effetti diretti per numerosi settori della distribuzione specializzata. Per la ferramenta, potrebbero essere coin- volti utensili manuali, accessori metallici, bulloneria, sistemi di fissaggio, ferramenta tecnica per edilizia e industria e compo- nentistica metallica per serramenti e co- struzioni. Nel breve periodo ciò potrebbe tradursi in maggiori costi di approvvigio- namento e possibili tensioni sui prezzi, soprattutto se la produzione europea non riuscirà a sostituire rapidamente le im- portazioni. Parallelamente, però, il CBAM potrebbe favorire il rafforzamento della filiera industriale europea della trasfor- mazione metallica, stimolare investimenti in tecnologie produttive a minore intensità carbonica e aumentare la resilienza del sistema distributivo europeo. LE SFIDE Secondo Canese, il sistema presenta anche importanti criticità operative. La principale riguarda la disponibilità di dati affidabili sulle emissioni generate dai produttori extra Ue. Il regolamento prevede la pos- sibilità di utilizzare dati certificati oppure valori standard, ma quest'ultima soluzione rischia di penalizzare anche quei produttori che hanno già investito nella decarboniz- zazione, generando effetti distorsivi sul mercato. Perché il CBAM possa raggiun- gere i propri obiettivi, sarà quindi neces- sario accompagnarlo con adeguate politi- che industriali, evitare effetti negativi sulle catene di approvvigionamento e ga- rantire la disponibilità di dati attendibili lungo tutta la supply chain. n
di Assofermet e membro del board Edra/Ghin. Il nuovo meccanismo attribuisce un costo alle emissioni di CO ₂ incorporate nei beni importati da paesi terzi con l'obiettivo di contrastare il cosiddetto carbon leakage, ossia lo spostamento della produzione verso aree caratterizzate da
standard ambientali meno rigorosi. Gli im- portatori che supera- no le 50 tonnellate di merci importate al- l'anno dovranno ac- quistare certificati CBAM proporzionati all'impronta carboni- ca dei prodotti, il cui
Perché il CBAM possa raggiungere i propri obiettivi, sarà necessario garantire la disponibilità di dati attendibili lungo tutta la supply chain.
prezzo sarà collegato alle quote del sistema europeo ETS (Emissions Trading System, ovvero il mercato delle emissioni di CO ₂ dell'Unione europea). L'impatto economico scatterà dal 2027, con riferimento alle importazioni effettuate dal 1° gennaio 2026, mentre la prima dichiarazione an-
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