CULTURA
di Luca Casolaro
Ullmann e No Curves: se arte e impresa trovano un linguaggio comune ULLMANN collabora con il tape artist NO CURVES, riflettendo su strumento, manualità e trasformazione creativa nel lavoro artigianale e artistico.
uò un cutter diventare un pennello? E uno strumento progettato per il lavoro professionale trasformarsi in un mezzo di espressione artistica? È attorno a queste domande che prende forma la collaborazione tra ULLMANN, azienda che da quasi un secolo sviluppa strumenti per professionisti e artigiani, e il tape artist internazionale NO CURVES, culminata nella mostra EGO – Dal Nastro Adesivo ai Grandi Capolavori, ospitata alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Una collaborazione che va ben oltre la sponsorizzazione di un evento culturale: al centro c’è una riflessione sul valore dello strumento, sulla manualità, sul cambiamento e sul dialogo, temi che ac- P
comunano il lavoro dell’artista e quello del- l’impresa. «Con NO CURVES ci siamo rico- nosciuti subito - racconta Enrico Ullmann -. Nel suo lavoro lo strumento non è mai neutro, ma parte integrante del gesto creativo. Il nastro adesivo sostituisce il colore, il cutter diventa il pennello. È lo stesso rapporto che un professionista costruisce con gli strumenti della propria cassetta degli attrezzi: non sono semplici utensili, ma parte del suo modo di lavorare». IL CUTTER COME STRUMENTO CREATIVO Per NO CURVES gli utensili non sono semplici mezzi tecnici, ma elementi che determinano il risultato finale dell’opera. «Per un pittore il
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