BRICOMAGAZINE SETTEMBRE 2026

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Bricolage in Germania, il caldo spinge la crescita nel secondo trimestre Il mercato tedesco del bricolage chiude il primo semestre 2026 con un andamento in chiaro-scuro: i ricavi com- plessivi dei negozi specializzati in fai da te e giardinaggio si attestano a 10,99 miliardi di euro, in calo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Il dato, diffuso dal- l’associazione di settore BHB, migliora tuttavia se calco-

lato a parità di superficie: +0,3%, segnale di una domanda tornata gradualmente più dinamica dopo un avvio d’anno difficile. La svolta è arrivata nel secondo trimestre. Tra aprile e giugno il fatturato ha raggiunto 6,46 miliardi di euro, con una flessione annua limitata allo 0,1%; sulle superfici comparabili, invece, il comparto ha registrato una crescita dello 0,8%. Giugno ha dato il contributo più rilevante, con un incremento del 5,8%, favorito dalle ondate di calore precoci che hanno spinto gli acquisti legati al raffrescamento e alla cura degli spazi esterni. Il dettaglio delle categorie evidenzia una domanda fortemente condizionata dalla stagionalità. Il segmento clima è balzato del 29%, sostenuto soprattutto da climatizzatori e ventilatori; gli articoli per tempo libero e stagione, inclusi piscine, giochi d’acqua e accessori da spiaggia, sono cresciuti del 6,9%. In aumento anche l’automotive, con un +6,8%. Restano invece sotto pressione alcuni comparti tradizionali del fai da te. Le vendite di piastrelle sono diminuite dell’8,3%, quelle di mobili da giardino del 7% e ferramenta e sistemi di sicurezza del 6,8%. Secondo il BHB, la cautela dei consumatori e l’incertezza del contesto economico continuano a frenare gli in- vestimenti più consistenti. La fiammata del secondo trimestre offre dunque un segnale incoraggiante, ma ancora legato a esigenze stagionali più che a una ripresa strutturale della domanda. Acquisti online extra UE: il dazio di 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro La Commissione Europea ha abolito la storica soglia de minimis, che finora esentava dai dazi doganali tutte le spedizioni inferiori a 150 euro (Regolamento UE 2026/382). Si tratta di un passo importante con l’obiettivo di contrastare l’invasione di mini-pacchi, garantire una concorrenza più equa con i negozi tradizionali e recu- perare gettito per le casse europee. È il primo colpo serio al modello che ha reso possibile una parte dell’ultra low cost online: tanti ordini piccoli, prezzi minimi, logistica spinta al limite e controlli doganali ormai superati. In pratica, si applica un dazio do- ganale fisso di 3 euro per articolo (non per pacco intero) sulle spedizioni sotto i 150 euro spedite direttamente al consumatore finale. Il dazio è temporaneo: resterà in vigore fino al 1° luglio 2028, quando entrerà pienamente

operativo l’EU Customs Data Hub e si applicheranno i dazi ordi- nari calcolati sul valore, l’origine e la classificazione della merce. Il dazio è a carico della piattaforma, del venditore, del corriere o di qualsiasi soggetto coinvolto nella catena di importazione e tra- sporto. I consumatori non sono legalmente responsabili del pa- gamento. L’Italia aveva previsto una tassa nazionale di 2 euro sui mini-pacchi, ma il Governo l’ha rinviata al 1° ottobre 2026 pro- prio per evitare la sovrapposizione con il dazio UE (che avrebbe portato a un costo aggiuntivo di 5 euro). Fino a ottobre, quindi, si applicherà solo il dazio europeo di 3 euro.

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