In linea con gli obiettivi previsti dal Dottorato, il mio percorso di ricerca prevede anche un periodo di formazione all’estero: il soggiorno ad Atene, previsto nel prossimo autunno, rappresenta un passaggio fondamentale per confrontarmi direttamente con i contesti archeologici chiave per l’approfondimento delle tematiche al centro della mia tesi. La ricerca sul campo, infatti, è una delle dimensioni più affascinanti del mio lavoro. A Lentini, sempre in Sicilia, in provincia di Siracusa, collaboro alla campagna di scavo condotta dalla professoressa Pisani dell’Università di Roma Tor Vergata e dal Parco Archeologico di Leontinoi e Megara. Sul versante nord del Colle S. Mauro, secondo le fonti antiche sede dell’acropoli della città, abbiamo riportato alla luce i resti di un monumentale tempio greco arcaico, all’interno di un contesto stratigrafico straordinario che va dall’età del Bronzo sino ad oggi. Altrettanto stimolante è la missione presso il sito di Tozeur- Koustilya (da cui sto scrivendo ora, marzo 2026), nell’ambito della partnership scientifica tra l'Ateneo e l’Institut National du Patrimoine de la Tunisie, che riunisce ricercatori e ricercatrici nello studio del patrimonio archeologico del Sahara tunisino. A questa missione ho partecipato grazie a una borsa di studio del progetto Transnational Educational Partnership TNE come studentessa di Tor Vergata. Accanto alle attività di scavo, il mio lavoro di ricerca mi porta a occuparmi anche di valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale. Nella Valle del Turano, ad esempio, partecipo al Turano Archaeo Survey Project , frutto della cooperazione tra l’Università di Roma Tor
Vergata e la Durham University. Inserito in un più ampio programma di rigenerazione culturale della Sabina, il progetto coinvolge attivamente le istituzioni locali e i cittadini, rendendo l’archeologia un’esperienza di comunità.
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