Ma la tecnica, nella sua tradizione più alta, non è fine a se stessa, serve a comprendere e trasformare il mondo. Per questo lo sguardo del Centro si estende verso i territori che l’IA sta già attraversando in profondità, raccogliendo intorno a sé contributi che vengono da molte aree dell’Ateneo. Nel contesto della formazione, l’IA apre la strada a forme di apprendimento personalizzato e adattativo, tutor virtuali e nuove modalità di valutazione. Nella sfera giuridica pone interrogativi cruciali sulla protezione dei dati, sull’equità algoritmica e sulla trasparenza delle decisioni automatizzate. Allo stesso tempo, diventa strumento per leggere e aggiornare la normativa. In ambito clinico l’IA supporta la diagnosi e personalizza i percorsi di cura con una precisione che chiede, però, una riflessione altrettanto profonda sulle implicazioni etiche. Negli studi economici e sociali l’IA permette di leggere in modo nuovo mercati, comportamenti e organizzazioni, e insieme apre domande di fondo su lavoro, produttività, distribuzione del valore, nuove forme di disuguaglianza. Infine, le città intelligenti, l’Internet of Things, le reti distribuite: scenari in cui l’IA
diventa tessuto connettivo di infrastrutture sempre più capillari, da governare con efficienza, resilienza e sostenibilità. Dietro a tutto questo c’è una visione più ampia. L’Europa si interroga sulla propria autonomia strategica nel dominio digitale, e l’Intelligenza Artificiale ne è il punto più sensibile. Oggi vi accediamo soprattutto attraverso piattaforme extraeuropee. La usiamo come si usa la luce o il telefono, pagando un abbonamento o a consumo. Questo crea una dipendenza che limita la capacità di costruire soluzioni coerenti con i valori che l’Europa difende: protezione dei dati, equità, responsabilità delle decisioni. Iniziative come il Centro non sono soltanto strumenti accademici, ma tasselli di una possibile risposta: luoghi in cui costruire competenze, sinergie e piattaforme abilitanti. Connessioni, allora, è la parola che meglio descrive questo lavoro. Tra discipline che si riconoscono parte di un disegno comune, tra ricercatori che imparano a parlare lingue diverse, tra l’Ateneo e una società che chiede risposte serie a domande nuove, tra innovazione e responsabilità di immaginare un futuro coerente con i nostri valori. Vista in questa prospettiva, l’Intelligenza Artificiale diventa il luogo in cui ingegneria, economia, sapere umanistico, scienze della vita e cultura giuridica si incontrano per progettare insieme. È in connessioni come queste che un’università mostra il suo ruolo più alto: non custodire saperi separati, ma creare le condizioni perché i saperi si possano combinare e diventino, insieme, una forma concreta di futuro. Fonti
I saperi convergono con l’IA 1) Foto dell’autore(i)/autrice(i) in primo piano ad alta risoluzione.
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