VOLÀNO PER LE CONNESSIONI AZIENDALI IL BENE COMUNE,
di Emiliano Di Carlo*
Le connessioni tra persone e team costituiscono la rete vitale che sostiene il funzionamento e la coesione dell’organizzazione aziendali. Ma quali connessioni contano davvero? E perché alcune aziende riescono a generare connessioni forti tra persone, generando un valore superiore alla somma delle singole parti, mentre altre restano semplici aggregati di individui con interessi contrastanti e connessioni molto deboli prevalentemente (quando non esclusivamente) di tipo opportunistico? La risposta risiede, tra l’altro, nella natura stessa dell’azienda e nel modo in cui essa orienta le persone verso il proprio scopo. Qualsiasi organizzazione produttiva esiste per uno scopo specifico, e il suo successo dipende, tra l’altro, dalla capacità di trasformare gli interessi individuali in obiettivi condivisi.
insieme di contratti, ovvero come uno strumento di cui i suoi proprietari si servono per soddisfare i loro desideri, normalmente rappresentati dalla massimizzazione del profitto. I/le manager e i/le dipendenti collaborano in base a incentivi individuali, e ogni azione viene guidata dal proprio tornaconto. In questo modello, le connessioni sono di tipo contrattuale (dove appunto il contratto stabilisce il rapporto tra contributi ricompense) ed essenzialmente strumentali , ovvero gli individui si aiutano solo se utilitaristicamente conviene, e la fiducia verso il prossimo è sostituita dal monitoraggio e dai sistemi di controllo. Il risultato è una rete di relazioni contrattuali
Nella visione tradizionale, di stampo neoliberista, l’azienda è percepita come un
9
*Professore ordinario di Economia aziendale – dicarloe@uniroma2.it
Made with FlippingBook interactive PDF creator