SPECIALE MECCANIZZAZIONE PER IL VIGNETO 2026
L’APICE DEL SUCCESSO: RACCOLTI OLTRE 240 MILIONI DI DOLLARI PER UNA VALUTAZIONE PARI A 518 MILIONI DI DOLLARI
Le sorprese non hanno tardato ad arrivare, con la concessionaria che si è presto accorta di come i veicoli non fossero realmente in grado di operare autonomamente: una volta richiesta assistenza, sembra che Monarch stessa abbia ammesso che l’autonomia dei trattori “era limitata e che i trat- tori non erano in grado di funzionare autonoma- mente in ambienti interni”. La start-up, tuttavia, non è riuscita a fornire un’assistenza adeguata e si è rifiutata di riprendersi i trattori difettosi, sca- ricando di fatto i problemi sulle spalle di Burks Tractor. UN PROGETTO INNOVATIVO INADEGUATO AL LAVORO NEI CAMPI: LE TESTIMONIANZE DEGLI UTILIZZATORI Le disavventure di Burks Tractor non rappresenta- no un caso isolato, ma solo uno dei più eclatanti: numerosi viticoltori hanno infatti lamentato mol- teplici problematiche, puntando il dito principal- mente contro la mancata corrispondenza fra le promesse avanzate dal costruttore e le reali capa- cità del trattore. Riportiamo le testimonianze di alcuni viticoltori californiani delle contee di Napa e Sonoma, che hanno preso di mira l’inadegua- tezza dei sistemi di guida autonoma e il servizio di assistenza: «Avevamo puntato su Monarch per eliminare il costo della manodopera notturna du- rante i trattamenti. Tuttavia, abbiamo scoperto che il trattore richiedeva comunque un supervi- sore umano pronto a intervenire ogni volta che il sensore rilevava un tralcio fuori posto o un’ombra sospetta. Se devo pagare comunque un tecnico specializzato per guardare il trattore che lavora, dov’è il risparmio?». Un altro agricoltore ha ag- giunto: «L’idea di un vigneto a emissioni zero era bellissima per il marketing. Ma il peso delle batte- rie causava un compattamento del suolo inaspet- tato, e nei giorni di fango post-pioggia il trattore faticava a mantenere la trazione necessaria. Ab- biamo dovuto rimettere in moto i nostri vecchi diesel per non perdere il timing dei trattamenti». Infine, una terza voce ha lamentato: «Quando un trattore tradizionale si rompe, il mio meccanico di fiducia interviene in un’ora. Quando il softwa- re di Monarch dava errore, dovevamo aspettare l’assistenza remota o tecnici specializzati che non sempre erano disponibili. In agricoltura, il tempo non è denaro, è il raccolto stesso». UN FALLIMENTO SU TUTTI I FRONTI, PAROLA DEL VITICOLTORE PATRICK O’CONNOR Una delle voci più autorevoli che hanno reso nota l’insoddisfazione nei confronti dei trattori elettrici a guida facoltativa è stata quella di Patrick O’Con- nor , viticoltore californiano che tramite un reel su Instagram pubblicato il 29 marzo e divenuto presto virale – a oggi ha ottenuto circa 40.000 “mi piace” – non ha usato mezzi termini per riassume- re la sua esperienza con Monarch: «Ha fallito com- pletamente». O’Connor racconta di aver testato il
A completare la cornice c’era l’aspetto finanzia- rio: come anticipato, il progetto Monarch Tractor era stato da subito applaudito da diverse parti, ri- uscendo così a ottenere finanziamenti per oltre 240 milioni di dollari. Al suo apice, l’azienda ha ri- cevuto una valutazione pari a 518 milioni di dolla- ri, oltre a stringere nel 2021 e negli anni successivi una partnership con CNH che ha ulteriormente consolidato l’immagine di Monarch come leader del settore. LA CRISI INIZIA DALLA RETE COMMERCIALE: IL CASO BURKS TRACTOR La strada verso il successo sembrava ormai spia- nata per Monarch Tractor, ma dietro l’immagine di un’eccellenza innovativa si nascondevano gravi problemi tecnici che non hanno tardato a emer- gere. Il caso più eclatante riguarda Burks Tractor, concessionario dell’Idaho che nel settembre 2025 ha fatto causa all’azienda dopo aver riscontra- to l’inadeguatezza dei dieci trattori acquistati. A inizio 2024 il dealer aveva infatti acquistato dieci Monarch al prezzo di 773.088 dollari con formula di finanziamento, convinto di poter proporre al mercato dei trattori affidabili in grado di lavorare autonomamente in qualsiasi luogo o momento.
messe di Monarch Tractor e gli ordini non tardano ad arrivare, con l’azienda di Livermore che si strut- tura con una rete di concessionari per soddisfare la crescente domanda. Il fenomeno californiano arriva ad assumere una dimensione globale con la presenza alle due più importanti fiere europee dedicate alla meccanizzazione agricola: Agritech- nica 2023 ed EIMA 2024. Proprio a quest’ultima avevamo avuto occasione di conoscere a fondo le caratteristiche di MK-V, capace di assicurare un’autonomia massima di 14 ore nella versione XLR a fronte di un tempo di ricarica di sei ore, of- frendo una potenza massima di 70 cavalli (40 alla presa di forza) e disponendo di un cambio con co- mando a pulsante da 9 marce in avanti e 3 in retro con frizione a bagno d’olio e trazione integrale. Il tetto ROPS integrava telecamere a 360 gradi per operare nella massima sicurezza e l’app Wing- span AI consentiva di ricevere avvisi istantanei su tutte le operazioni agricole, programmare e ge- stire l’intera flotta di trattori da remoto, supervi- sionare tutte le operazioni e i dettagli dei compiti, tracciare le metriche e misurare i risparmi. L’accoglienza riservata dal pubblico presente a Bologna aveva positivamente impressionato l’a- zienda californiana che proprio in quei mesi aveva stanziato tre milioni di euro per la nuova sede del- la filiale europea in Belgio, un investimento che avrebbe dovuto rappresentare il primo importan- te passo verso la conquista del mercato europeo.
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MONARCH TRACTOR
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