Speciale Meccanizzazione per il Vigneto 2026

SPECIALE MECCANIZZAZIONE PER IL VIGNETO 2026

trattore per tre anni nei suoi vigneti dislocati su terreni con forti pendenze, riscontrando una débâcle delle promesse avanzate dal costruttore su tutti i fronti. In un’intervista concessa a Sfgate, l’agricoltore ha definito “pericolosa” la modalità di guida autonoma, dichiarando che non avrebbe mai lasciato qualcuno avvicinarsi al trattore. A questa problematica se ne sono aggiun- te diverse anche di stampo meccanico: «In teoria doveva rappresentare un promettente passo avanti nel controllo meccanico delle infestanti rispetto a quello chimico. Ma il sistema idraulico era capriccioso, il sistema di insegui- mento automatico delle file non ha funzionato. Colpiva le mie viti. E non si è mai arrivati al punto di poterlo utilizzare senza conducente». Quali sono stati, dunque, i problemi maggiormente riscontrati dai viticoltori che hanno acquistato i trattori Monarch? Uno degli elementi più significa- tivi che hanno decretato il fallimento del progetto Monarch è la mancata corrispondenza fra i dati dichiarati dal costruttore e la realtà dei fatti: l’auto- nomia reale delle batterie durante lavori impegnativi con la presa di forza o su terreni impegnativi si fermava infatti a 4-5 ore contro le 10-12 dichiarate. Un valore decisamente insoddisfacente che si andava a sommare all’impor- POCA AUTONOMIA, PROBLEMI SOFTWARE E UN’ASSISTENZA INADEGUATA: QUESTE LE CAUSE PRINCIPALI DEL FALLIMENTO MONARCH TRACTOR

tante massa delle batterie che causava problemi di compattamento del terreno. Un secondo problema riscontrato anche da Burks Tractor riguardava l’affidabilità del software, con la guida autonoma che si è rivelata complessa da gestire in ambienti non perfettamente livellati o con chiome molto fitte che disturbavano i sensori LiDAR e GPS. A questi difetti tecnici e progettuali se ne sono ag- giunti altri due: l’elevato prezzo del veicolo, pari a circa il doppio di un equivalente trattore diesel e non giustificato dalle qualità del mezzo, e la man- canza di infrastrutture. Data la ridotta autonomia reale delle batterie sarebbe infatti stato necessa- rio disporre di colonnine di ricarica in tutti i campi dove il trattore avesse dovuto operare, una con- dizione decisamente irrealizzabile per qualsiasi viticoltore. Inoltre, gli inconvenienti riscontrati sui trattori hanno messo in luce l’inadeguatezza del servizio di assistenza Monarch, incapace di af-

frontare celermente i problemi e lasciando fermi i trattori per giorni o settimane: il veicolo era infatti una specie di “black box” digitale che permette- va solo agli ingegneri di risolvere da remoto i bug software riscontrati, lasciando i concessionari inermi dinanzi alle difficoltà dei loro clienti. DAL LICENZIAMENTO DI OLTRE CENTO DIPENDENTI AL PASSAGGIO AL MODELLO SOFTWARE AS A SERVICE: L’ULTIMO ATTO PRIMA DELLA FINE La crescente insoddisfazione dei clienti e l’inca- pacità di reagire da parte dell’azienda – figlia an- che di una divergenza di visioni tra i fondatori, che proponevano diverse soluzioni per migliora- re il progetto – hanno portato a una situazione di grave instabilità che è sfociata sul finire del 2025 nel licenziamento di un centinaio di dipendenti e in una sorprendente svolta dalla costruzione di trattori al modello Software as a Service (SaaS): dopo aver perso il suo partner per la produzio-

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