SPECIALE MECCANIZZAZIONE PER IL VIGNETO 2026
macchina. Dobbiamo ricordare che la robotica si presenta come una soluzione alla mancanza di manodopera specializzata e come un rimedio per massimizzare la produttività in campo, ma se a fronte di un importante investimento del clien- te queste due condizioni non si dovessero verifi- care, allora il robot risulterebbe essere un’inutile spesa in termini di denaro e risorse. AUTOMAZIONE ED ELETTRIFICAZIONE, DUE IMPORTANTI PASSAGGI CHE DEVONO ESSERE AFFRONTATI GRADUALMENTE E RAZIONALMENTE SENZA PRESSIONI IDEOLOGICHE “Il mercato si autoregola”: una frase ben cono- sciuta in ambito economico ma che anche in agricoltura mostra di essere attuale. La rivoluzio- ne tecnologica del settore primario va affrontata a piccoli passi, partendo dall’automatizzazione dei veicoli già presenti nel parco macchine – si pensi ad esempio alle numerose soluzioni pro- poste da PTx – per giungere alla digitalizzazione dell’azienda. Solo procedendo passo dopo passo gli agricoltori potranno trovarsi realmente pronti per affrontare una rivoluzione tecnologica che li deve vedere come protagonisti e non come “sog- getti passivi” di strumenti che non sono in grado di governare. Lo stesso discorso può essere este- so anche alla propulsione elettrica: le batterie at- tualmente in produzione possono far funzionare robot di piccole dimensioni o al massimo essere estese ai trattori per le operazioni a ridotto consu- mo energetico. È utopico pensare di elettrificare la meccanizzazione agricola con le tecnologie ad oggi conosciute – e questo per fortuna i costruttori di macchine agricole lo sanno bene. Un passo im- portante verso una ottimizzazione dei consumi e delle risorse può essere lo sviluppo di macchine ibride, ove il motore diesel funge da generatore di corrente per l’attivazione di alcune componenti come la presa di forza o la trazione. I vantaggi sul- la carta potrebbero essere numerosi, ma anche in questo caso si tratta di un passaggio da effettuare gradualmente che deve seguire una importante fase di preparazione dell’assistenza. Sì, perché il meccanico di fiducia avrà sempre meno le mani sporche di olio e sempre più competenze elettro- niche. È un’evoluzione che non ci deve spaven- tare, ma che va realizzata seriamente come un passaggio da affrontare con i dovuti tempi, senza essere guidati da pericolose ideologie. Monarch lo ha insegnato bene: è stata una promessa fiorita in anni in cui l’elettrico sembrava essere la pana- cea di tutti i mali e, nella fretta di presentarsi sul mercato, ha tralasciato quei valori fondamentali che ogni macchina agricola dovrebbe garantire: affidabilità, sicurezza, facilità d’utilizzo e di manu- tenzione. Il suo passaggio alla fornitura di servizi software è significativo, in quanto dimostra che quello di cui oggi il mercato ha davvero bisogno sono proprio quelle conoscenze e componenti necessarie come fondamenta per costruire veicoli all’avanguardia.
ne a contratto, Foxconn, responsabile della produzione dei trattori elettrici autonomi nello stato americano dell’Ohio, Monarch ha effettuato un pivot strategico per concentrarsi quasi esclusivamente sui servizi software e sulla concessione in licenza della sua tecnologia autonoma ad altri produttori. Recentemente l’azienda ha messo all’asta una novantina di trattori MK-V ri- masti come giacenza di magazzino, sancendo definitivamente la fine della sua esperienza con le trattrici agricole. UN NUOVO INIZIO: L’ACQUISIZIONE DA PARTE DI CATERPILLAR Dopo alcuni mesi di silenzio, ad aprile Monarch stessa ha annunciato su LinkedIn di aver ceduto l’attività a un’importante azienda di fama interna- zionale, che si è presto rivelata essere Caterpillar. La notizia è stata diffusa da Bloomberg e ben presto è divenuta virale nonostante l’assenza di una conferma ufficiale da parte delle due aziende. Si è trattata infatti di una mossa a sorpresa – inizialmente si pensava potesse essere CNH il misterioso acquirente, data la collaborazione in vigore da alcuni anni – che ha scaturi- to grandi curiosità sull’interesse di Cat nei confronti di Monarch e qualche perplessità da parte degli investitori nell’aver acquisito una realtà in difficol- tà. La spiegazione potrebbe celarsi nella crescente attenzione di Caterpillar alla propulsione elettrica e all’automazione, argomenti che per sette anni sono stati la bandiera di Monarch. Nonostante gli inconvenienti riscontrati sui trattori, non si può mettere in dubbio l’elevata conoscenza della start-up californiana su questi argomenti, divenendo di fatto un fornitore di “know how” e competenze che potrebbero fruttare al colosso delle costruzioni sta- tunitense. NON TUTTO È DA BUTTARE: GLI INSEGNAMENTI APPRESI DALLA STORIA DI MONARCH Tale riflessione porta a porsi alcune domande: il progetto Monarch è tutto da buttare? Cosa ha rappresentato questa azienda per l’agricoltura? Qua- le strada imboccheranno adesso le start-up più innovative che puntano su elettrificazione e automazione? La parabola di Monarch è stata sicuramente un esempio brillante crollato
sotto il peso di “errori di gioventù” e della fretta di commercializzare i suoi prodotti. Molti clienti che hanno lavorato con gli MK-V sono concordi nel dire che la visione del progetto fosse buona, ma che fosse necessario ancora del tempo per svilup- pare le tecnologie e l’affidabilità. Il trattore di Mo- narch sarebbe dovuto rimanere come un concept realizzato in pochi esemplari da testare in campo per acquisire dati e conoscenze, mentre la fretta di ottenere dei risultati commerciali ha sancito la fine di un sogno che ha avuto il coraggio di volare in alto. LA ROBOTICA OGGI: UNA PROGRESSIVA SPECIALIZZAZIONE DELLE SOLUZIONI MANTENENDO SEMPRE IL CLIENTE AL CENTRO La storia di Monarch, nonostante tutto, deve es- sere più che mai un faro per le altre aziende e start-up attive nel settore della robotica e dell’au- tomazione: per creare qualcosa di davvero dirom- pente e innovativo bisogna sognare in grande ma restando con i piedi per terra. Ogni costruttore si dovrebbe chiedere: «Di cosa ha realmente biso- gno il mercato? Sono in grado di fornire una solu- zione che soddisfi concretamente le sue esigen- ze?». Molti costruttori sembrano aver appreso la lezio- ne e a dimostrarlo è il mercato stesso: il settore della robotica è in fermento ma, se fino a qual- che tempo fa venivano proposti dei robot tutto- fare, oggi stanno avendo la meglio dei veicoli di piccole dimensioni in grado di svolgere una sola
mansione con estrema precisio- ne e in maniera del tutto auto- noma. Ecco allora che vengono proposti dei robot per il diserbo meccanico dei campi o dei filari, piuttosto che delle soluzioni in grado di monitorare lo stato del- le colture o altri veicoli capaci di raccogliere frutti e ortaggi. INNOVATIVI SÌ, MA SENZA PERDERE D’OCCHIO PRESTAZIONI E AFFIDABILITÀ In generale, quindi, è possibile notare come la robotica si pre- senti quale soluzione ideale per lo svolgimento di lavori ripetiti- vi ai quali viene affiancata una importante operazione di rac- colta dati. È importante, inoltre, procedere a piccoli passi: prima di immettere ufficialmente un veicolo sul mercato è necessa- rio che le prestazioni reali sia- no all’altezza delle aspettati- ve e che l’azienda disponga di una rete di assistenza capace di risolvere tempestivamente le eventuali problematiche riscon- trate, limitando i tempi di fermo
T orna al sommario
MONARCH TRACTOR
MONARCH TRACTOR
14
15
Made with FlippingBook - Online catalogs