FERRUTENSIL APRILE 2026

Le termoplastiche - largamente impiegate nei settori infrastrutturale, impiantistico ed elettro- nico - registrano rialzi superiori al 30%. Le im- prese italiane che si occupano della trasforma- zione delle materie plastiche si trovano oggi a fronteggiare un'emergenza che mette a rischio la tenuta di un comparto vitale per l'economia nazionale, con incrementi repentini e impreve- dibili dei prezzi delle materie prime, accompa- gnati da una cronica instabilità nelle forniture e da un aumento vertiginoso dei costi logistici. Analoga la situazione nel settore vernicianti. Assovernici, l'associazione dei produttori na- zionali, segnala l'aumento dei noli marittimi, le difficoltà sulle principali rotte internazionali e le limitazioni assicurative. Preoccupano anche le carenze su alcuni derivati chimici, generate sia da dinamiche speculative sia da strategie di extra-approvvigionamento preventivo che sot- traggono disponibilità al mercato. Molti forni- tori hanno smesso di accettare ordini a lungo termine, mentre alcuni produttori di materie prime hanno introdotto surcharge unilaterali nei contratti in corso, rendendo impossibile ga- rantire quotazioni stabili. Analoghe difficoltà colpiscono la produzione di lana di roccia, ot- tenuta dalla fusione di roccia basaltica a circa 1.500 gradi: l'energia è la principale voce di co- sto, e la combustione del gas comporta emis- sioni di CO2 tassate pesantemente dagli ETS, con effetti diretti sui prezzi finali. Edilizia: il PNRR a rischio L'impatto più immediato si misura nel settore delle costruzioni, già impegnato nel difficile sprint finale dei cantieri legati al Piano Nazio- nale di Ripresa e Resilienza. "Già dopo poche ore dall'inizio del conflitto nel Golfo, abbiamo ricevuto le prime segnalazioni da parte delle

nostre imprese di rincari dei materiali da co- struzione, non solo derivati petrolchimici come il bitume, ma anche altri come l'acciaio - e co- munque tutto quello che deve essere traspor- tato", ha dichiarato la presidente di Ance, Fe- derica Brancaccio. Le segnalazioni, ha aggiunto, sono diventate in pochi giorni centinaia. Ance chiede al Governo di adottare uno strumento analogo a quello introdotto durante la guerra in Ucraina, capace di sterilizzare l'aumento del gettito fiscale derivante dall'incremento dei prezzi, estendendolo a tutte le materie prime colpite dalla crisi in atto. Una misura che, se- condo l'associazione, avrebbe un impatto limi- tato e misurabile sui conti pubblici. Rischio sistemico Nella prima parte del 2026, gli scambi subi- ranno gli effetti a catena del conflitto in Iran: rallentamento della domanda mondiale, calo della fiducia, balzo delle quotazioni energeti- che e dei costi di trasporto, aumenti dei prezzi di materie prime e altre forniture dall'estero. In un contesto segnato da competizione glo- bale sulle risorse, frammentazione geopolitica e accelerazione delle transizioni green e digi- tale, le materie prime critiche sono ormai una questione di sicurezza industriale. Il rischio, avvertono le associazioni di categoria all'uni- sono, non è solo congiunturale: anni di poli- tiche di efficientamento energetico europeo hanno progressivamente dislocato fuori dal continente intere filiere produttive, lasciando l'industria italiana strutturalmente esposta a ogni scossa geopolitica. La crisi attuale po- trebbe essere solo il primo atto. n

di Massimo Casolaro © RIPRODUZIONE RISERVATA

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