FERRUTENSIL LUGLIO-AGOSTO 2026

come un esempio da seguire, orgoglioso di mio padre che a 50 anni si è rimesso in gioco ed è riu- scito a costruire tutto questo. Quando e perché decidi di iniziare questo per- corso professionale? Ho sempre avuto il desiderio di lavorare intensa- mente e crescere in un’azienda. Nella mia prima esperienza in vetreria, riconoscendomi come una persona affidabile proveniente da una famiglia di imprenditori, il titolare ha iniziato ad affidarmi ruoli sempre più importanti. La mia scelta è però stata di ritornare nell’azienda di famiglia, sempre rimasta presente nella mia vita. L’inizio è stato combattuto perché arrivavo da un’azienda molto strutturata, con oltre 50 dipendenti e godevo di ampia libertà decisionale mentre in ZA’ ero l’ul- timo arrivato. Quali complessità incontri in azienda nella ge- stione della continuità intra-generazionale? La mentalità del mio papà è stata quella vincente finora e lo sarà anche per i prossimi anni consi- derando i trend economici italiani. Noi giovani siamo cresciuti con molti strumenti che ci facili- tano la vita, uno tra tutti l’AI, insieme a smar- tphone e grafiche accessibili con una sola doman- da. Però bisogna sempre attingere al passato e ai valori della mentalità lavorativa di 30 anni fa. Non nego che ci voglia un passo in avanti, ed è quello su cui sto combattendo con mio padre, per avere figure aziendali interne (grafica e ricerca e svi- luppo) perché ci possano supportare soprattutto sulla comunicazione così da evitare una disper- sione del nostro know how con possibili plagi di aziende più grandi di noi. Qual è il tuo ruolo nell’azienda in cui operi e quali le ambizioni professionali? Oggi il mio ruolo in azienda è nella Ricerca e Svi- luppo, ma sono sempre disponibile a seguire tutto ciò che serve in azienda, da fare ordini con i ra- gazzi al pomeriggio al seguire una riunione per l’infrastruttura IT o coordinare la logistica. La mia ambizione è seguire il reparto acquisti e la gestione delle aziende fornitrici in Cina, Malesia e Tailandia, consapevole che sono gli acquisti a caratterizzare un’azienda come la nostra. Quali ambiti dell’azienda ti appassionano? In cosa potresti dare un contributo rilevante nel- lo sviluppo aziendale? Qui in ZA’ dobbiamo ancora “farci le spalle gros- se”, quindi dobbiamo consolidare in maniera forte la nostra presenza nel mercato. Siamo riusciti a conquistare fette di mercato grazie alla nostra

ampia disponibilità a magazzino, ma questo si- gnifica un costo alto da mantenere e una forte esposizione finanziaria. Abbiamo una struttura di 3500 mq in due lotti (uno da 1000 e uno da 2500 mq) completamente piena di merce. Quan- do arriva la domanda dal mercato, noi siamo sempre pronti a rispondere. Proponiamo metri lineari, creati in azienda, con una ricca gamma

di prodotti esposti e cor- relati l’uno all’altro per ri- spondere anche agli acqui- sti di impulso. Quali sfide hai dovuto superare e quali prossi- me sfide ti attendono? La prima sfida che ho do- vuto superare è stato il gap “figlio di papà”; una sfida in parte ancora aperta, nel senso che devo sempre da-

Per me la ZA’ rappresenta la voglia di fare, di mettersi in gioco ogni giorno, rappresenta mio padre e mia madre, la vedo come una figura umana, di famiglia.

re dimostrazione che non sono qua per quello, ma perché ho voglia di fare. Mi dà molto fastidio perché è la prima etichetta che ti viene messa. Altre sfide importanti sono state convincere mio padre che bisogna investire per crescere. E infine nell’ambito di un’azienda familiare come la nostra, una sfida è stata dividere la vita privata e quella lavorativa. In definitiva sono tutte sfide ancora in atto. Il mio obiettivo (anche nell’altra mia so- cietà) è strutturare un’operatività che sia autono- ma dalla mia presenza costante, con collaboratori responsabili, non semplici esecutori. In ZA’ l’obiet- tivo è sviluppare il business nel mercato interna- zionale, sia per l’import sia per l’export. n

di Alessandra Fraschini © RIPRODUZIONE RISERVATA

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