FERRUTENSIL MAGGIO 2026

fatturato, circa il doppio del settore dell’abbi- gliamento e superiore anche all’industria ali- mentare. Ancora più significativo è il dato sul valore aggiunto, pari a 27 miliardi di euro, che corrisponde a quasi due volte e mezzo quello dell’industria farmaceutica e a oltre quattro volte quello del tessile. Anche sul piano occupazionale, il comparto mostra una forte capacità di generare lavoro: gli addetti sono circa 400.000, quasi il doppio rispetto all’abbigliamento e quasi tre volte ri- spetto al settore del legno. Negli ultimi dieci anni, inoltre, la crescita dell’occupazione è sta- ta del 20%, con una dinamica superiore alla media dell’economia nel suo complesso. Il contributo alla manifattura Il peso della filiera HVAC-R emerge anche nel confronto con gli altri settori manifattu- rieri. Per incidenza sul valore aggiunto, il comparto si colloca al quinto posto tra i set- tori manifatturieri, mentre negli ultimi dieci anni è salito al terzo posto per crescita del proprio peso relativo. Sul fronte occupazio- nale, il contributo della filiera è ancora più rilevante: il settore raggiunge il secondo posto in termini di occupati, e si conferma al terzo posto per dinamica di crescita dell’occupazio- ne nel confronto tra comparti. Uno degli aspetti più rilevanti messi in evidenza dalla ricerca riguarda la capacità del settore HVAC- R di generare valore anche al di fuori dei pro- pri confini diretti. Ogni euro investito nella filiera, infatti, attiva 2,83 euro di produzione nel resto dell’economia e genera 1,22 euro di valore aggiunto. A questo si aggiunge un im- patto importante sul lavoro: per ogni occupato diretto, si attivano oltre tre occupati indiretti. Ancora più significativo è il dato relativo al PIL: la filiera HVAC-R è seconda in Italia per moltiplicatore, e i 27 miliardi di valore ag- giunto attivano circa 70 miliardi aggiuntivi, portando l’impatto complessivo a sfiorare i 300 miliardi di euro. I consumi energetici Veniamo ora al cuore della ricerca, ovvero al tema della transizione energetica. Un punto chiave, in questa analisi, riguarda il ruolo degli edifici. In Italia, una quota molto rilevante dei consumi finali di energia (il 41%) è riconduci- bile al comparto edilizio e, soprattutto, il 63% di tali consumi dipende ancora da fonti fossili. All’interno di questo quadro, il peso degli im- pianti HVAC-R è determinante: nel settore re- sidenziale, infatti, circa l’80% dei consumi ener-

getici degli edifici è legato a riscaldamento, raf- frescamento e produzione di acqua calda sa- nitaria. Si tratta di un ambito che non ha solo implicazioni energetiche e ambientali, ma an- che una forte dimensione sociale. Il dato è em- blematico: una famiglia su dieci in Italia non riesce a riscaldare adeguatamente la propria abitazione. Un elemento che evidenzia quanto il tema dell’efficienza energetica sia strettamen-

Lorenzo Tavazzi, senior partner e responsabile Area

Scenari e Intelligence di The European House - Ambrosetti.

te connesso alla qualità della vita delle persone. Anche sul fronte delle emissioni, la centralità degli edifici resta evi- dente: il settore è infatti uno dei principali am- biti su cui intervenire per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica e decarboniz- zazione.

La filiera HVAC-R (Heating, Ventilation, Air Conditioning

and Refrigeration) ha generato un fatturato

di 83 miliardi di euro con 27 mld di valore aggiunto.

I trend Proprio la crescente domanda di edifici effi- cienti dal punto di vista energetico è tra i trend che stanno accelerando la trasforma- zione del settore. Tra gli altri fattori, un ruolo centrale è svolto dall’evoluzione norma- >>>

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