fluenzare le rotte di approvvigionamento e ulte- riori misure protezionistiche nel settore del legno potrebbero accentuare l’impatto su import-ex- port. Proprio in vista di una contrazione post 2027, non sono previste nuove aperture di im- pianti europei per pellet destinato all’industria. Il mercato residenziale Nel mercato residenziale europeo il clima resta uno dei fattori decisivi. Le previsioni stagionali restano incerte, ma diversi indicatori – dal pos- sibile indebolimento del vortice polare al ritorno di La Niña – fanno ipotizzare un inverno 2025/2026 più rigido rispetto alle ultime stagioni. Un eventuale aumento della domanda di riscal- damento avrebbe effetti diretti anche sul consumo di pellet. Sul fronte dei prezzi, il segmento pre- mium mostra oggi una situazione più stabile, pur attestandosi ancora su livelli superiori alla media storica. Eventuali tensioni nelle forniture, com- binate con un incremento dei consumi, potreb- bero generare nuovi rialzi, anche se lontani dalle impennate del biennio 2022/2023. Alcuni segnali ci sono già stati: l’ondata di freddo di gennaio 2025 e l’avvio anticipato della stagione termica a settembre hanno temporaneamente spinto i prez- zi verso l’alto. Nonostante ciò, il pellet resta com- petitivo rispetto al gasolio e ad altre fonti fossili. Il confronto con l’elettricità è invece più articolato, soprattutto considerando il crescente utilizzo delle pompe di calore. I loro indici di efficienza (COP) possono far apparire l’elettrico più conveniente del pellet. Tuttavia, uno studio dell’University College Dublin evidenzia come l’efficienza reale delle pompe di calore possa risultare fino al 40% inferiore rispetto ai valori dichiarati, riducendo il vantaggio economico percepito. La produzione di pellet e di stufe Nel 2024 la produzione europea di pellet ha re- gistrato un nuovo segno meno, il secondo con- secutivo. A differenza degli anni precedenti, la flessione non ha riguardato solo Russia e Bielo-
russia, anche i produttori dell’Unione Europea hanno ridotto i volumi. Il rallentamento dell’in- dustria dei segati ha infatti limitato la disponibi- lità di materia prima e, con livelli di scorte ancora elevati, molti operatori hanno scelto di rallentare la produzione. Il 2025 potrebbe però invertire la rotta. Le scorte stanno diminuendo e l’ipotesi di un inverno più rigido alimenta le aspettative di un recupero dei volumi. Sul fronte della domanda di stufe a pellet, le vendite restano lontane dai picchi del 2022, attestandosi su livelli paragonabili al 2014 o anche inferiori. Tuttavia, in Italia e Francia il 2024 ha mostrato segnali di ripresa, e le prime indicazioni per il 2025 vanno nella stessa direzione. Più articolato il quadro delle caldaie residenziali a pellet. Grazie agli incentivi, Polonia e Austria hanno chiuso un 2024 positivo, mentre Germania e Francia continuano a registrare un calo delle installazioni. Il confronto con le pompe di calore – oggi più sostenute dalle politiche ener- getiche – offre un quadro utile: anche in questo settore le vendite sono diminuite tra il 2023 e il 2024. La fiducia dei consumatori, un contesto economico debole e i prezzi contenuti del gas pesano sulle scelte delle famiglie, condizionando l’intero comparto del riscaldamento domestico, pellet compreso.
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Fonte: rilevazione AIEL.
Costo dell’energia primaria in MWh (termici) a settembre 2025
Prezzo del pellet a settembre 2025 (certificato ENplus, classe A1, in sacchi da 15 kg, IVA inclusa)
FERRUTENSIL 77
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