FERRUTENSIL GENNAIO-FEBBRAIO 2026

MERCATI

I consumi delle famiglie Secondo il rapporto ISTAT sulle dotazioni ener- getiche domestiche, nel 2023 il 21,9% delle fami- glie italiane ha utilizzato biomasse legnose – legna e/o pellet – per riscaldamento, cottura o produ- zione di acqua calda sanitaria. Un dato che con- ferma il ruolo centrale della filiera legno-energia nel panorama della generazione termica rinno- vabile, soprattutto nelle aree montane e nei terri- tori interni. Entrando nel dettaglio, il 16% delle famiglie ha impiegato legna da ardere, un valore in lieve calo rispetto al 17% registrato nel 2021.

di biomasse resta marginale: solo l’1,5% delle fa- miglie usa legna. Il legno e i suoi derivati restano comunque una componente strutturale del mix energetico residenziale italiano, nonostante l’avanzata di soluzioni alternative e l’evoluzione delle politiche energetiche. I prezzi a settembre 2025 Secondo le rilevazioni AIEL, a settembre 2025 il prezzo medio nazionale del pellet si attesta a 5,6 euro per sacco da 15 kg, con un incremento dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a circa 40 centesimi a sacco. La novità più rile- vante riguarda però la stabilità del segmento pre- mium: a differenza dello scorso anno, il pellet in sacchi di classe A1 non mostra oscillazioni si- gnificative, segnando un cambio di passo dopo le forti volatilità registrate nel 2024. Sul fronte dei costi energetici, i numeri confermano la com- petitività del pellet. Per produrre 1 MWh di ener- gia servono circa 208 kg di materiale, cioè 14 sacchi da 15 kg: il costo stimato è pari a 79 €/MWh, molto inferiore rispetto a fonti fossili alternative. Il gas naturale raggiunge infatti 105 €/MWh (+25%), mentre il gasolio da riscalda- mento arriva a 139 €/MWh (+43%). A livello territoriale, i listini mostrano lievi differenze: nel Nord-Ovest i prezzi vanno da 5,1 a 5,7 €/sacco (+11%), nel Nord-Est da 5 a 5,5 €/sacco (+7%), nel Centro da 5,2 a 5,6 €/sacco. Per Sud e Isole, accorpati a causa della scarsità del campione, si registra un incremento medio del 5%. n

Il pellet, invece, continua la sua progressione: dal 4,1% del 2013 è passato al 7,3% nel 2021 e ha raggiunto il 7,8% nel 2023. In totale, ol- tre 5 milioni di nuclei fa- miliari scelgono oggi una forma di riscaldamento rinnovabile, locale e a basse emissioni fossili, con bene- fici in termini di risparmio economico e sicurezza

Nonostante il leggero rialzo, il pellet resta una delle soluzioni di riscaldamento più convenienti sul mercato e ha ritrovato quella stabilità che era mancata nelle ultime stagioni.

energetica. La diffusione delle biomasse è forte- mente legata alle caratteristiche del territorio. Nei Comuni con meno di 10.000 abitanti l’utilizzo di legna da ardere sfiora un terzo delle famiglie (30,9%), con picchi del 42,7% nei piccoli centri di montagna e del 21,3% nelle aree collinari in- terne. Anche il pellet mostra una concentrazione simile: lo utilizza il 14,3% delle famiglie nei Co- muni più piccoli e il 16,2% di quelle residenti in montagna. Scenario opposto nei grandi centri urbani e nelle aree metropolitane, dove l’impiego

di Claudia Perolari © RIPRODUZIONE RISERVATA

ECODESIGN 2027, L’EUROPA ALZA L’ASTICELLA: NUOVE REGOLE PER LE STUFE A LEGNA E PELLET

Dal 1° gennaio 2022 è entrata in vigore nell’Unione Euro- pea la normativa Ecodesign, che ha introdotto limiti su effi- cienza energetica ed emissioni per gli apparecchi a legna e pellet, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria ridu- cendo la dispersione di particolato fine (PM), monossido di carbonio, composti organici volatili e ossidi di azoto. A Bru- xelles, però, si lavora già al secondo capitolo: la cosiddetta Ecodesign 2027, una revisione che potrebbe imporre para- metri ancora più rigorosi per i nuovi modelli di stufe e cal- daie. Nessun divieto generalizzato, ma un adeguamento tecnico sostanziale, con il rischio che gli apparecchi attual- mente in commercio diventino obsoleti se non riprogettati. L’entrata in vigore è prevista tra il 2027 e il 2028, dopo una fase di analisi e confronto con gli operatori. Importante pre- cisazione: le nuove regole non riguarderanno gli impianti già

installati. I proprietari potranno continuare a utilizzare stufe e caldaie a legna e pellet senza obblighi di aggiornamento o sanzioni. Per i produttori, invece, si prospetta una sfida complessa. Rispettare standard ambientali più restrittivi ri- chiederà soluzioni ingegneristiche avanzate, maggiore ri- cerca e sviluppo e investimenti tecnologici. Tutto questo si tradurrà potenzialmente in costi più alti e tempi di progetta- zione più lunghi, con possibili ripercussioni sui prezzi finali. Le bozze della direttiva non hanno lasciato indifferente il settore: associazioni e imprese hanno espresso preoccupa- zione su effetti eccessivi per il mercato, paventando il ri- schio di mettere fuori gioco stufe accessibili e affidabili. Sul tavolo sono arrivate diverse richieste di modifica, che ora Bruxelles dovrà valutare, nel tentativo di bilanciare tutela ambientale e sostenibilità economica del comparto.

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