BRICOMAGAZINE APRILE 2026

delle catene produttive del sistema Paese sta infatti assumendo una dimensione sempre più strutturale, legata alla transi- zione energetica, all’innovazione tecnologica e a un quadro normativo in continua evo- luzione. In questo scenario, lo studio si propone non solo di misurare il peso eco- nomico del comparto, ma anche di analiz- zarne le dinamiche di cambiamento e le prospettive future. LE DIMENSIONI Innanzitutto, si diceva, parliamo di un mercato che ha generato 83 miliardi di euro di fatturato, circa il doppio del settore dell’abbigliamento e superiore anche al- l’industria alimentare. Ancora più signifi- cativo è il dato sul valore aggiunto, pari a 27 miliardi di euro, che corrisponde a quasi due volte e mezzo quello dell’indu- stria farmaceutica e a oltre quattro volte quello del tessile. Anche sul piano occupazionale, il comparto mostra una forte capacità di generare lavoro: gli addetti sono circa 400.000, quasi il doppio rispetto all’abbigliamento e quasi tre volte rispetto al settore del legno. Negli ultimi dieci anni, inoltre, la crescita dell’occupazione è stata del 20%, con una dinamica superiore alla media dell’economia nel suo complesso. IL CONTRIBUTO ALLA MANIFATTURA Il peso della filiera HVAC-R emerge anche nel confronto con gli altri settori manifat- turieri. Per incidenza sul valore aggiunto, il comparto si colloca al quinto posto tra i settori manifatturieri, mentre negli ultimi dieci anni è salito al terzo posto per crescita del proprio peso relativo. Sul fronte occu- pazionale, il contributo della filiera è ancora più rilevante: il settore raggiunge il secondo posto in termini di occupati, e si conferma al terzo posto per dinamica di crescita dell’occupazione nel confronto tra comparti. Uno degli aspetti più rilevanti messi in evidenza dalla ricerca riguarda la capacità

Lorenzo Tavazzi, senior partner e responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House - Ambrosetti.

del settore HVAC-R di generare valore anche al di fuori dei propri confini diretti. Ogni euro investito nella filiera, infatti, attiva 2,83 euro di produzione nel resto dell’economia e genera 1,22 euro di valore aggiunto. A questo si aggiunge un impatto importante sul lavoro: per ogni occupato diretto, si attivano oltre tre occupati indiretti. Ancora più significativo è il dato relativo al PIL: la filiera HVAC-R è seconda in Italia per moltiplicatore, e i 27 miliardi di valore aggiunto attivano circa 70 miliardi aggiuntivi, portando l’impatto complessivo a sfiorare i 300 miliardi di euro. I CONSUMI ENERGETICI Veniamo ora al cuore della ricerca, ovvero al tema della transizione energetica. Un punto chiave, in questa analisi, riguarda il ruolo degli edifici. In Italia, una quota molto rilevante dei consumi finali di energia (il 41%) è riconducibile al comparto edilizio e, soprattutto, il 63% di tali consumi di-

pende ancora da fonti fossili. All’interno di que- sto quadro, il peso degli impianti HVAC-R è de- terminante: nel settore residenziale, infatti, circa l’80% dei consumi ener- getici degli edifici è le- gato a riscaldamento, raf- frescamento e pro-

La filiera HVAC-R (Heating, Ventilation, Air Conditioning and Refrigeration) ha genera- to un fatturato di 83 miliardi di euro con 27 mld di valore aggiunto. >>

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