RICERCHE
professionale. Infine, la gestione del rischio: per lavori strutturali, impiantistici o elettrici, il timore di errori costosi porta molti con- sumatori a preferire l’intervento di un esperto. In questo contesto si sta affer- mando anche una fascia intermedia, quella dei cosiddetti semi-professionisti. Si tratta di figure ibride – conoscenti, artigiani non strutturati o operatori informali – che of- frono competenze a costi più contenuti ri- spetto alle imprese tradizionali. Questo segmento intercetta una domanda cre- scente di supporto qualificato ma acces- sibile, contribuendo a creare un modello ibrido in cui il consumatore acquista i materiali e affida l’esecuzione a una figura di fiducia. SCENARIO IN EVOLUZIONE Per il settore del bricolage, queste dina- miche aprono scenari rilevanti. Il Diy resta una componente fondamentale, ma evolve verso interventi più complessi e richiede strumenti di livello superiore, oltre a con- tenuti informativi e formativi sempre più qualificati. Parallelamente, il Difm rap- presenta l’area di maggiore crescita, spin- gendo i retailer a integrare servizi di in- stallazione e consulenza all’interno della propria offerta. Sempre più spesso, inoltre, Diy e Difm convivono nello stesso cliente: lo stesso consumatore può scegliere di realizzare autonomamente alcune attività, come la tinteggiatura o piccoli interventi, e affidare ad altri i lavori più impegnativi, come una ristrutturazione completa o l’in- stallazione di impianti. Il mercato europeo della ristrutturazione si sta quindi muo- vendo verso un modello più maturo e pragmatico, in cui il fai da te non scompare, ma si integra con il lavoro professionale. Un equilibrio dinamico che sta ridefinendo il ruolo dei retailer, sempre meno semplici ‘fornitori di prodotto’ e sempre più ‘abili- tatori di soluzioni complete’, capaci di accompagnare il cliente lungo tutto il per- corso, dall’idea alla realizzazione. n
tratta di una differenza culturale che ha implicazioni dirette sulle strategie distri- butive: se in Germania il focus resta sulla vendita di prodotto, in Spagna o in Italia diventa sempre più centrale l’integrazione dei servizi. I SEMI-PROFESSIONISTI Le motivazioni che spingono i consumatori a scegliere il Difm sono chiare. In primo luogo, il gap di competenze: oltre la metà dei proprietari riconosce di non avere le
conoscenze necessa- rie per affrontare in- terventi complessi. A questo si aggiunge la ricerca di qualità, con una crescente atten- zione al risultato fi- nale e alla garanzia di una realizzazione
Sempre più spesso Diy e Difm convivono nello stesso cliente che può scegliere di realizzare autonomamente alcune attività e affidare ad altri i lavori più impegnativi.
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