che significa che quasi metà degli interventi viene affidata a professionisti. In questo caso, il fattore chiave non è solo la man- canza di competenze, ma anche una diversa percezione del tempo, considerato una ri- sorsa da ottimizzare. Per molti giovani proprietari, affidare un lavoro a un esperto rappresenta una scelta razionale, più che una rinuncia. L’esperienza gioca un ruolo determinante: i fai da te esperti realizzano in autonomia circa il 76% dei propri pro- getti, mentre chi ha minori competenze si ferma al 45%. Questo gap suggerisce come il ricambio generazionale possa ul- teriormente alimentare la crescita del Difm nei prossimi anni, creando nuove opportu- nità per operatori e retailer capaci di in- tercettare questa domanda. NORD E SUD EUROPA A livello geografico, il quadro europeo si presenta tutt’altro che omogeneo. La cul- tura del fai da te varia significativamente
da paese a paese, riflettendo tradizioni, costi del lavoro e abitudini consolidate. La Francia si conferma uno dei mercati più orientati al Diy, mentre in Germania, Austria e Svezia il tasso di interventi fai da te si mantiene tra il 60% e il 70%, so- stenuto anche da una forte tradizione di autosufficienza e da un contesto economico che incentiva il lavoro autonomo.
Al contrario in Italia, e più in generale nei Paesi del Mediterra- neo, ma anche nel Regno Unito, il ricorso ai professionisti è più diffuso. In questi mer- cati, la quota di Diy scende stabilmente sotto il 50% e l’in- tervento di un arti-
In Italia, e più in generale nei Paesi del Mediterraneo, il ricorso ai professionisti è più diffuso. In questi mercati la quota di Diy scende stabilmente sotto il 50%.
giano rappresenta spesso la soluzione standard, soprattutto per lavori che vanno oltre la manutenzione di base. Si >>
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