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Cianobatteri per l’esplorazione spaziale

di Giorgia Di Stefano*

Lasciare la bassa orbita terrestre — dove si trova la Stazione Spaziale Internazionale — per realizzare avamposti sulla Luna e su Marte e trovare indizi di vita nel Sistema Solare e intorno ad altre stelle, rappresenta una grande sfida scientifica e tecnologica del nostro secolo. In questo contesto, comprendere i limiti di adattamento all’ambiente spaziale dei cianobatteri — microrganismi pionieri della fotosintesi ossigenica sulla Terra — è fondamentale per l’astrobiologia e le biotecnologie spaziali. L’astrobiologia studia l’abitabilità di altri mondi esponendo microrganismi allo spazio profondo, mentre le biotecnologie usano fabbriche microbiche e sistemi biorigenerativi per supportare avamposti sulla Luna e Marte. In particolare, isolati desertici del genere Chroococcidiopsis sopravvivono ad anni di disseccamento e a dosi di radiazioni ionizzanti e ultraviolette letali per la maggior parte degli organismi. Queste caratteristiche li rendono modelli ideali per esperimenti su piattaforme spaziali, come la futura missione ESA a bordo dello Space Rider e passati esperimenti all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale, finalizzati allo sviluppo di biotecnologie di supporto vitale per la produzione in situ di ossigeno, biomassa e composti di interesse. Nel Laboratorio di Astrobiologia e Biologia Cellulare e Molecolare dei Cianobatteri del dipartimento di Biologia dell’università di Roma Tor Vergata, guidato dalla

*Ricercatrice Post-Doc in Biologia Cellulare e Molecolare giorgia.di.stefano@uniroma2.it

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