Uninews TorVergata #valore

di Barbara Martini* In apertura

È un valore perché risponde a un principio di giustizia, e lo sarebbe anche se non producesse alcun beneficio ulteriore. Ma ha, insieme, effetti che si lasciano osservare: amplia le opportunità, consente di impiegare talenti altrimenti dispersi, migliora la qualità delle decisioni collettive, riduce i costi che le disuguaglianze generano e scaricano sul tempo lungo. Possiamo dunque riconoscere all’equità un valore intrinseco e, nello stesso tempo, misurarne alcune conseguenze. Tenere insieme le due cose è più difficile di quanto sembri, perché entrambe le scorciatoie sono seducenti. Se giustificassimo l’inclusione soltanto attraverso la sua convenienza, la renderemmo un investimento come un altro, difendibile finché rende e abbandonabile quando il rendimento non si dimostra: un diritto trasformato in ipotesi da verificare. Ma se la confinassimo per intero nella sfera dei principi, sottraendola a ogni riscontro, otterremmo l’effetto opposto e altrettanto comodo, quello di poterla affermare senza mai doverne rispondere. I valori non si riducono ai numeri. Tuttavia, quando orientano davvero le scelte di un’organizzazione, lasciano conseguenze che i numeri sanno almeno in parte rendere visibili. Che cosa significa, allora, affermare che un’università “ha dei valori”? La risposta più immediata sta nei documenti

I VALORI CHE SI CONTANO

La parola valore abita linguaggi diversi. In economia designa ciò che attribuiamo a un bene, a una risorsa, a un’attività; nel lessico morale indica ciò che riteniamo giusto, importante, degno di essere difeso. I due significati non coincidono, e sarebbe ingenuo forzarne la sovrapposizione. Ma non vivono nemmeno in mondi separati, e il fatto che una sola parola li ospiti entrambi non è un accidente del vocabolario: è il segno che attribuire valore e stimare una grandezza rispondono, in fondo, a una medesima domanda. Quanto conta questo?

L’equità offre un buon banco di prova.

*Delegata del Rettore alle Pari Opportunità e Inclusione - barbara.martini@uniroma2.it

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