il Digital Product Passport non deve essere considerato un semplice archivio documen- tale, ma un vero strumento permanente di conformità normativa e di tutela giuridica. In caso di non osservanza? Ebbene! Arrivereb- bero le sanzioni: le violazioni relative alla mar- catura CE possono comportare sanzioni am- ministrative comprese tra 4.000 e 24.000 euro per singolo prodotto, mentre nei casi più gra- vi, soprattutto quando vengono compromessi i requisiti di sicurezza delle opere, possono emergere responsabilità penali con arresto fi- no a sei mesi e ammende fino a 50mila euro. Inoltre, anche dichiarazioni ambientali non verificabili o affermazioni ingannevoli sulle prestazioni del prodotto potranno comportare responsabilità civili e penali. Se il quadro normativo definisce gli obblighi, la gestione operativa riguarda direttamente il mondo della distribuzione. Magazzini, sho- wroom, e-commerce e punti vendita dovran- no essere in grado di acquisire, conservare e aggiornare grandi quantità di informazioni digitali. La gestione del dato diventerà, quindi, importante quanto la gestione delle scorte. Il distributore dovrà poter recuperare rapida- mente certificazioni, dichiarazioni ambientali, informazioni tecniche e documentazione di conformità, mettendole a disposizione di pro- gettisti, imprese e committenza. Ovviamente, la velocità di risposta e la qualità delle infor- mazioni diventeranno un elemento decisivo nella scelta dei fornitori e dei partner com- merciali. «Il problema oggi – ha concluso l’av- vocata Zonca – non è tanto l'entrata in vigore formale dei regolamenti quanto piuttosto la preparazione organizzativa necessaria per af- frontare il futuro sistema di compliance di- gitale europea. Il regolamento 3110 del 2024 così come il numero 1781 non deve quindi essere letto come un mero adempimento bu- rocratico ma come un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti». DPrice: un linguaggio comune della filiera La mancanza di una standardizzazione dei dati è stato l’input che qualche anno fa ha portato Sercomated e Edilportale ad avviare il progetto DPrice utilizzando gli standard internazionali Etim e Price. «Se DPrice è il contenitore – ha spiegato Ferdinando Napoli – Etim è la grammatica, lo standard inter-
mette di classificare i prodotti in modo uni- voco». L'obiettivo è costruire un linguaggio condiviso capace di rendere le informazioni immediatamente leggibili da gestionali, piat- taforme e-commerce, sistemi BIM e applica- zioni di intelligenza artificiale. Secondo Fer- dinando Napoli il problema principale della
filiera è rappresentato proprio dall'attrito gene- rato dalla continua tra- duzione dei dati tra pro- duttori e distributori. Ogni volta che un'infor- mazione viene reinter- pretata o ricodificata si genera inefficienza, una perdita di tempo che al- tro non è che una perdita di valore commerciale. Invece, la standardizza- zione consente di elimi- nare queste attività a bas- so valore aggiunto e di
La gestione del dato diventerà importante quanto la gestione delle scorte. Il distributore dovrà poter recuperare rapidamente certificazioni, dichiarazioni ambientali, informazioni tecniche e documentazione.
liberare risorse per attività commerciali e con- sulenziali. Pertanto, la vera sfida non consiste nell'adempiere a un nuovo obbligo burocra- tico: il passaporto digitale rappresenta l'in- frastruttura informativa sulla quale si costrui- rà il mercato europeo dei materiali da costruzione nei prossimi anni. Per la distri- buzione edile significa passare dalla gestione del prodotto fisico alla gestione del prodotto informativo. n
di Anna Rucci © RIPRODUZIONE RISERVATA
nazionale, che abbiamo tutti adottato da ormai qualche anno, che ci per-
FERRUTENSIL 93
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