BRICOMAGAZINE SETTEMBRE 2026

tenzione, citate dal 25% dei consumatori. Seguono il miglioramento dell’aspetto della casa (18%) e il miglioramento del comfort domestico (16%). Si rafforza quin- di il profilo di un consumatore meno orientato a progetti aspirazionali o pura- mente estetici e più focalizzato su esigenze funzionali, manutentive e di benessere abitativo. In altre parole, il fai da te europeo del 2026 appare sempre più ‘uti- lity driven’: meno impulso, più necessità. DIFM VS DIY Per quanto riguarda le modalità con cui vengono realizzati i lavori di miglioramento domestico, l’Italia si mantiene sostanzial- mente in linea con la media europea: anche nel nostro paese il 42% dei consu- matori ha effettuato almeno un progetto di fai da te o home improvement. Osservando però più da vicino il rapporto tra Diy (Do it yourself) e Difm (Do it for me), si coglie chiaramente il peso ancora molto rilevante di professionisti e artigiani. Negli ultimi anni il mercato italiano ha mostrato un andamento piuttosto oscillante, ma con una costante: il Difm continua a prevalere sul fai da te puro. Nel 2021 il rapporto tra Diy e Difm era pari rispettivamente al 46% e al 54%; nel 2022 la quota Diy è scesa al 44%, per poi tornare nel 2023 sui livelli registrati due anni prima (46% Diy e 54% Difm). Il ricorso ai professionisti ha raggiunto il suo punto più alto nel 2024, quando il Difm è salito al 58% contro il 42% del Diy. Nel 2025, infine, il mercato si è nuovamente assestato sui valori già osservati nel 2021 e nel 2023, con il Diy al 46% e il Difm al 54%. Nel complesso, i dati confermano come in Italia il ricorso ai professionisti resti strutturalmente prevalente. Soprattutto negli interventi più tecnici, complessi o legati all’efficienza domestica, il consuma- tore continua infatti a preferire il supporto di operatori qualificati rispetto alla gestione autonoma del progetto.

IL CUSTOMER JOURNEY Uno degli aspetti più interessanti eviden- ziati dall’European Home Improvement Monitor 2026 riguarda l’evoluzione del customer journey e, in particolare, il ruolo del digitale nella fase di orientamento al- l’acquisto. Negli ultimi anni, cioè, la quota di prodotti per cui i consumatori hanno cercato informazioni o ispirazione online è rimasta estremamente stabile (compresa fra il 47% ed il 49%). Ciò indica come il digitale sia ormai entrato in modo strutturale nelle abitudini

dei consumatori eu- ropei. L’online è dun- que una componente consolidata del per- corso d’acquisto: uno spazio in cui cercare idee, confrontare pro- dotti, raccogliere in- formazioni e preparare la visita in negozio. Quando però si guarda

Negli ultimi anni il mercato italiano ha mostrato un andamento piuttosto oscil- lante, ma con una costante: il Difm (Do it for me) continua a prevalere sul fai da te puro (Do it yourself).

al luogo in cui gli acquisti vengono effet- tivamente finalizzati, il negozio fisico con- tinua a mantenere un ruolo centrale. Nel primo trimestre 2026 il retail Diy si con- ferma infatti il principale canale distributivo sia in Europa sia in Italia, anche se con differenze piuttosto marcate tra i due mercati.

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