Quando sono arrivati online i protagonisti del brico (anno di registrazione del dominio)
IKEA
1995
Bricofer
1996
OBI
1999
Leroy Merlin · Bricocenter · Brico io
2000
Iperceramica
2004
BricoBravo
2005
AgriEuro
2007
ManoMano
2012
Davide Casaleggio, Ceo di Casaleggio e Associati.
Abbiamo osservato che molti operatori oggi presenti sul mercato ci sono da vent’anni. Lo confermano le date di registrazione dei loro domini: Ikea nel 1995, Bricofer e Obi nel 1999, Leroy Merlin nel 2000 e così via. In sostanza, gran parte dei grandi player ha affiancato l’on- line ai negozi fisici già vent’anni fa. In seguito sono arrivati operatori che hanno cercato di innovare il settore, come AgriEuro e Mano- Mano: realtà che non necessariamente hanno una presenza fisica e in cui il digitale ha spesso un ruolo predominante. Dei 90 miliardi di fatturato dell’e-commerce italiano, il comparto casa rappresenta una quota più contenuta. In entrambi i casi, però, il mercato italiano sta raggiungendo la matu- rità. Lo scorso anno l’e-commerce nel suo complesso è cresciuto del 6%, mentre il com- parto casa e arredamento ha registrato una lieve flessione. In questo settore, il negozio fisico continua ad avere un peso rilevante: le visite ai siti crescono, ma non allo stesso ritmo del fatturato. In molti casi, infatti, l’interesse online si traduce in un acquisto in negozio. Le ragioni sono di- verse: si preferisce portare subito a casa il pro- dotto, vederlo dal vivo o poterlo restituire più facilmente. Anche la pubblicità favorisce gli operatori con una rete di negozi: la presenza fisica contribuisce a rafforzare il brand sul ter- ritorio e a generare traffico verso il sito. In generale, le aziende con una rete di negozi registrano spesso più traffico e più clienti on- line proprio nelle aree in cui sono presenti. Può sembrare un controsenso, ma è compren- sibile: il cliente vede il negozio, ricorda il brand e, una volta a casa, acquista online. Questa omnicanalità rafforza il marchio. Spes- so ci si concentra sull’ultimo passaggio, il clic
che porta all’acquisto, ma prima occorre co- struire un posizionamento nella mente dei clienti. Devono conoscere il brand e poter va- lutare con calma, soprattutto quando si tratta di articoli d’arredamento. A che punto siamo? Nel settore casa c’è ancora spazio per crescere. I primi dieci siti di casa e arredamento raccolgono il 55% delle visite del comparto: una quota inferiore a quella dei marketplace, ma molto superiore a quella del- la moda. Nel 2025 erano attivi 1.760 e-com- merce di casa e arredamento, che hanno to- talizzato 956 milioni di visite. Di questi, 92 siti hanno superato il milione di visite annue; nel brico sono stati 20. La classifica dei principali operatori di casa e arredamento mostra che c’è ancora spazio per nuovi ingressi e per un ricambio tra i leader. Nei marketplace, invece, gli equilibri sono or- mai consolidati. La quota del 54% nella clas- sifica casa e arredamento indica che il settore è meno cristallizzato rispetto ad altri. Come sta evolvendo oggi il commercio on- line con l’introduzione dell’AI? L’intelligenza artificiale sta cambiando radi- calmente lo scenario. In vent’anni di >>>
Il 49% dei siti casa e brico tra i primi 1.000 ecommerce italiani ha il dominio dal 2006 o prima. I leader del brico online sono le catene nate nei negozi.
L'anno scorso l’ecommerce è cresciuto complessivamente di un 6%, ma c'è stata una leggera flessione sul mercato casa e arredamento. In questo segmento il negozio fisico continua ad avere un ruolo molto rilevante. Le visite crescono sui siti, ma non vanno di pari passo col fatturato.
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