contribuisce all’efficienza dell’impresa o dell’amministrazione; benessere sociale , concorrendo alla coesione della comunità e alla partecipazione della persona all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese. La trasformazione digitale sottopone oggi questo patrimonio valoriale a nuove tensioni. Il rischio è il rovesciamento del rapporto tra uomo, lavoro e strumenti, allorquando la tecnologia, anziché rimanere al servizio della persona, renda quest’ultima funzionale a sistemi capaci di condizionare i contenuti della prestazione. Algoritmi e intelligenza artificiale possono favorire benessere ed efficienza, ma anche produrre dipendenza, controllo e perdita di autonomia. La sfida è impedire che l’innovazione trasformi il lavoratore da soggetto della prestazione a mero elemento del processo tecnologico. Formazione continua, valorizzazione delle competenze e rafforzamento delle garanzie rappresentano nuove frontiere per preservare il primato della persona. Nell’era digitale, il valore del lavoro si misurerà anche nella qualità del risultato prodotto attraverso le tecnologie, che non può prescindere dal ruolo attivo dell’uomo, chiamato a governarle con competenza e a orientarne l’impiego al benessere complessivo della società.
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