indisponibili, pena la mercificazione della persona stessa e un grave vulnus alla sua identità. L’avvento dell’economia digitale e dell’intelligenza artificiale, che si nutre di dati, hanno radicalmente trasformato il quadro, rendendo indispensabile, oltre che inevitabile, favorire la circolazione dei dati, anche personali ed anche a scopo economico, in contesti ampi e sicuri. Cercare il punto di equilibrio tra tutela della persona e circolazione dei dati personali è una delle maggiori sfide della legislazione europea sul tema degli ultimi anni. L’Europa l’ha affrontata con l’innovativa visione di un nascente mercato unico dei dati, espressa nella Comunicazione “Una strategia europea per i dati” del 19.02.2020; una visione che «scaturisce dai valori e dai diritti fondamentali europei e dalla convinzione che l’essere umano sia e debba rimanere l’elemento centrale», ma evolve verso la realizzazione di «un autentico mercato unico di dati, aperto ai dati provenienti da tutto il mondo». Con questa Strategia ed i Regolamenti che ne sono espressione, l’Unione mostra chiaramente di transitare, in materia, dal modello protezionistico proprio del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) ad una politica di condivisione e governance dei dati, ritenuta imprescindibile per qualsiasi moderna economia di mercato. Non più quindi solo tutela civile della persona da illecite violazioni della sua privacy, ma tutela contrattuale del rapporto, avente ad oggetto lo scambio dei dati e l’autorizzazione al loro trattamento, tra chi fornisce il dato e il terzo che ne beneficia. Si tratta di contratti peculiari: il bene che ne è oggetto non viene trasferito
in mantenendo l’interessato i diritti fondamentali sui propri dati e acquisendo i terzi diritti di trattamento che devono rispettarli; la libertà contrattuale è limitata, in quanto essi non sono solo strumento di regolazione di rapporti privatistici inerenti allo sfruttamento economico dei dati, ma mezzi per la regolazione di un mercato dei dati che sia giusto. senso dominicale, Oltre che a fini economici, la circolazione dei dati è poi essenziale a fini di utilità sociale: lo certifica, da ultimo, il Regolamento (UE) 2025/327 sullo spazio europeo dei dati sanitari, con cui si vogliono incrementare l’uso e la circolazione dei dati sanitari digitali al duplice fine di migliorare l’assistenza e favorire la ricerca in ambito sanitario. Nuovi diritti, nuovi contratti e nuove tutele, per un diritto tangibile e (non in) giusto.
Fonti
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