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Possiamo osservare altri due esempi. Nel 2000, quasi al termine di una partita di Premier League (1-1), il portiere dell’Everton si scontra con un attaccante della squadra avversaria (West Ham) e rimane a terra, dolorante e bisognoso di soccorsi. La partita continua e la palla viene lanciata a Paolo Di Canio, che potrebbe quindi segnare a porta vuota. Di Canio sceglie di bloccare la palla con le mani: il gioco si ferma e il portiere dell’Everton riceve i soccorsi necessari. L’azione fa vincere a Di Canio il FIFA Fair Play Award , ma prendere la palla con le mani a calcio costituisce un fallo. Durante le qualificazioni (5000 metri piani), ai Campionati del mondo di atletica leggera del 2019 rimangono solo Jonathan Busby e Braima Suncar Dabo. Busby crolla a terra e Suncar Dabo decide di sorreggerlo e accompagnarlo fino al traguardo. Suncar Dabo vince il World Athletics Fair Play Award , mentre Busby viene squalificato per aver ricevuto tale aiuto. Questi ultimi esempi mostrano come il fair play si possa realizzare attraverso azioni contrarie a quanto stabilito dalle regole sportive. Tutti i gesti di fair play risultano però, senza eccezioni, conformi alla c.d. “regola d’oro”, nella sua doppia declinazione, sia in senso negativo (non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te), sia in senso positivo (fai agli altri ciò che desidereresti fosse fatto a te). Parrebbe proprio la “regola d’oro” il criterio più utile per comprendere appieno il concetto di fair play .

allarga fino a ricomprendere quello spirito di amicizia sportiva che costituisce, evidentemente, un aspetto più ampio. Si comprende così perché al fair play può essere riconosciuto un significato molto più ampio del semplice rispetto delle regole. Qualche esempio assai noto può aiutare a raffigurare meglio il concetto. Ai Giochi Olimpici di Berlino del 1936 il campione statunitense Jesse Owens fallisce due tentativi di salto; mentre sta per preparare il terzo, il rivale Carl Ludwig Long gli suggerisce di partire più indietro di 30 centimetri. Il consiglio è ottimo, Owens lo segue e vince la medaglia d’oro, mentre Long ottiene quella d’argento. Più di recente, durante il Tour de France 2022, Jonas Vingegaard, in maglia gialla, vede cadere il rivale Tadej Pogačar, che perde così del tempo prezioso. Invece di approfittare della situazione, Vingegaard attende l’avversario, che quindi lo ringrazia con una stretta di mano. In questi casi, nessuna regola obbligava ad aiutare l’avversario a tal punto. È evidente che il fair play non è coinciso con il semplice rispetto delle regole. Ma il fair play può condurre anche a prevalere sulle regole sportive?

Fonti

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